Info su Calvera

Calvera, il cui antico nome era “Calabra”, è di origine greca.

Nel 1134 la contea di Chiaromonte, di cui faceva parte, la cedette al monastero di Sant’Elia e poi passò, nei secoli successivi, a vari signori fino a quando nel 1793 entrò in possesso di Donnaperna.

Nel 1875 un’estesa frana distrusse buona parte dell’abitato. Nella chiesa Madre sono conservate quattordici tele del ‘600 e del ‘700, fra cui di particolare interesse quella di San Gaetano, la Madonna e il Bambino, attribuita al pittore napoletano Cosenza.

Il centro abitato è ancora circondato dai fitti boschi del Tivolo e di Minguzzi da cui si ricava del buon legname. Protettore del paese è San Gaetano i cui solenni festeggiamenti si tengono il 7 agosto.

(Fonte: http://www.comune.calvera.pz.it/)

Cosa abbiamo visto noi di Lucania 131?

Prima di giungere a Calvera contattai sul social Piero Laico, e quando gli dissi che avevo bisogno di qualcuno che mi illustrasse la terza meraviglia, era già pronto per le riprese.

Arrivati incontrai il capo dei vigili che mi strinse la mano e si congratulo su ciò che stavamo progettando.

Subito dopo incontrai la Signorina Maria Rosaria, che mi diede tutta la disponibilità per girare per il paese raccontandomi storia e tradizioni.

Mi parlò di un famoso campanile che per una frana crollò e subito ci recammo in chiesa dove ad attenderci c’era il Sacrestano, Silvio, che dopo averci aperto le porte, e averci mostrato la parte sacra, si incammino con noi alla scoperta del paese.

La prima tappa fù presso la casa della Famiglia De Nigris, prima famiglia ad insediarsi a Calvera, dove ad attenderci c’era l’ultima discendente della famiglia, la bella signora Maria Pompea De Nigris, che ci invitò prima a prenderci un caffè e poi ci racconto è mostro la storia del primo palazzo di Famiglia, il primo stabile costruito nel 1600 a Calvera.

La salutai e la ringraziai per l’ospitalità, continuammo il giro per il borgo e la visita ad uno dei frantoi antichi dove trovammo il signor Giuseppe Bartolomeo che e’ l’erede della famiglia castelluccio Giovanni, colui che lo costrui nel lontano 1900, fu la volta dei palazzi storici, il primo, quello di Beniamino Mazzili, risalente al 700 e da lui decorato, Palazzo Mazzilli è tra gli edifici più antichi e storici di Calvera. Il periodo di edificazione è poco noto. Fu acquistato dalla famiglia Mazzilli nell’Ottocento. Gli uomini illustri e colti della famiglia Mazzilli, in particolare il prof. Beniamino, hanno arricchito il palazzo sia all’esterno che all’interno. La facciata di epoca tardo barocca, alla pari dei palazzi nobiliari delle grandi città, è decorata con un lungo bassorilievo, di circa 16 metri, rappresentante scene relative alle quattro stagioni: particolare è la scena con piccoli putti, rappresentanti il trionfo di Bacco, su mattonelle di ceramica. Medaglioni marmorei con volti di poeti e di filosofi, statue, angeli, e stucchi di vario genere decorano tutto il palazzo. All’interno sono custoditi prestigiosi pezzi da collezione, come il busto-ritratto dello scultore Clesinger, scultore francese di moda sotto il secondo impero, dedicata a Dumas figlio, rappresentante lo scrittore nelle vesti del dio Bacco, di stile neoclassico e il busto settecentesco della cortigiana di LuigiXV, la marchesa Marie Jeanne du Barry, di artista ignoto, si può notare, certamente, una chiara influenza dello stile berniniano, nella realizzazione del marmo. Pur non essendo un pezzo da collezione, ma essenziale per l’arredo, menzioniamo il camino marmoreo di fattura seicentesca con testa di fauno e festoni, indice della storicità nobiliare dell’edificio.

Incontrai il caro Piero Laico che insieme continuammo a visitare altri palazzi, tra cui il palazzo Mobilio, Architettonicamente apprezzabile  è  il cornicione della  facciata del palazzo. Le finestre del piano nobiliare  risultano  tutte  con riquadrature in rilievo in muratura intonacata. Alcune inoltre , risultano impreziosite da un   listello  sulla   parte    superiore.

Ci recammo poi in piazza dove incontrai il sindaco Mario Giovanni Bartolomeo, che pensate era insieme ai dipendenti comunali a lavorare con loro.

Ci stringemmo la mano e ci complimentammo a vicenda e salutai tutto il popolo Calverese con grande stima e affetto.

 

Alcuni scatti di questa meraviglia

 

Hanno partecipato

Mario Giovanni Bartolomeo

Gaetano D’alessandro

Giuseppe Bartolomeo

Piero Laico

Maria Rosaria Melfi

Silvio il Sacrestano

Si ringraziano

Nautilus Music Service

Paola Buttiglione

Bar Agorà

Bar Arbia

La Bottega delle bontà

I Biscotti di Pepino Lovaglio

 

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Ultima modifica: 4 luglio 2017

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