La nona meraviglia

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Lucania131

Info su Carbone

Sorge a 690 m s.l.m. nel cuore del Parco nazionale del Pollino sulla sponda sinistra del torrente Serrapotamo, nella parte meridionale della provincia.
Oltre al Serrapotamo, sono presenti alcuni suoi affluenti come il torrente Vallone e la fiumara Maltempo. Il paese sorge nel medioevo attorno all’antico monastero Basiliano detto di Sant’Elia fondato, secondo la tradizione, da S.Luca abate intorno all’anno mille.

Il comune sale alla ribalta regionale una prima volta nel 1806, con l’incendio da parte dei francesi, e poi, soprattutto, diventa tristemente famoso nel 1860 allorquando, al momento del plebiscito nazionale, si ribella e vengono bruciate le urne per il voto. Tale ribellione nel febbraio dell’anno successivo costa la fucilazione di alcuni giovani, accusati ingiustamente di essere renitenti alla leva e perciò condannati a morte, senza alcun regolare processo.

Nella parrocchiale di San Luca del secolo XVI (il porticato di colonne doriche è stato aggiunto nel 1932 ci sono sculture lignee risalenti al secolo XVIII ed un dipinto ad olio del XVI secolo rappresentante la natività.

A Carbone si trovano anche, la chiesa di San Francesco (ex-conventuale che conserva anch’essa sculture lignee), la chiesa Madonna degli Angeli, la cappella dei Fraticelli e la cappella della Madonna del soccorso.

Caratteristico è il bosco Vaccarizzo dove al centro sorge una grande fontana, e dove si può trascorrere un po’ di tempo immersi nel creato per sentirsi lontani dal mondo. Durante il mese di agosto molte persone vi passano la giornata per fare una scampagnata e un picnic.

Cosa abbiamo visto noi di Lucania 131?

Carbone, la nona meraviglia, meravigliosa come una casetta in un presepe. Il piccolo comune fa parte sia del parco del pollino che del parco della val d’agri. Ad accoglierci Mario Chiorazzo, che oltre ad essere il primo cittadino è il faro di questo piccolo borgo. Appena arrivati, ci ha subito parlato della storia, Carbone nasce sotto il monastero di Sant ‘Elia e il nome Carbone deriva da Luca Carbone che era un abate che ci viveva dentro, per poi mostrarci personalmente ogni dettaglio.
Il patromonio storico e documentale appartenenete al Monastero si trova sparso e disperso in numerose biblioteche. Oltre a Grottaferrata, in Vaticano, Torino, Francia, Spagna ecc. Per quanto riguarda le piante officinali e aromatiche queste ancora oggi vengono coltivate e usate. Il coriandolo viene largamente utilizzato nella prepazione di salumi e biscotti. (Questa essenza in Basilicata viene utilizzata solo a Carbone).

La carosella, altro elemento importante della nostra cultura e delle nostre tradizioni. E’ un grano che vegeta a partire da 600-700 metri di altezza, in terreni poveri. Utilizzato da sempre, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che è povero in glutine e quindi grande interesse da parte di nutrizionisti nell’ambito dello studio delle intolleranze alimentari.

Abbiamo visitato le famose celle vinarie, dove i monaci ci conservavano il vino.Abbiamo proseguito il viaggio per le vie del borgo, e abbiamo incontrato i veri artigiani, la signora Maria Giovanna Costanzo, che ci ha mostrato i suoi saponi artigianali, che prepara, usando la famosa carosella e il coriandolo che abbiamo citato prima.

Abbiamo subito dopo incontrato il maestro delle pipe, Giovanni Continanza, che ci ha fatto toccare con mano le sue sculture fatte con tanto amore e passione, che solo i grandi artigiani di un tempo riuscivano a creare.

Nicola Chiorazzo, che con le sue mani prepara ancora oggi i cesti di paglia.

Ci siamo incamminati poi verso U’Piscone, così è chiamato un sentiero inerpicato, impervio, che lungo la sponda del torrente Serrapotamo conduce alla cappella della Madonna dei Fraticelli. Miseri nel vestiario e umili nell’atteggiamento, i Fraticelli giungono a C. nel XIII secolo. Sono frati scomunicati, “eretici”, perseguitati dalla Chiesa per aver rifiutato la bolla di Papa Innocenzo IV. Essi non accettano di avere all’interno del loro gruppo la figura di “amministratore di beni” accumulabili con la rac­colta dell’elemosina e con le donazioni, in quanto rifiutano radicalmente il con cetto stesso di capitale. Predicano l’assoluta povertà e praticano alla lettera la Regola di S. Francesco. Ben accetti agli abitanti di Carbone, per secoli riescono a scampare alla persecuzione, ma nel XVI secolo sono costretti ad abbandonare il paese. A conferma della loro presenza, rimangono una statua della Madonna e una cappella, che abbiamo avuto il piacere di visitare.

Ma il cuore di Carbone è Il Re Bianco, il Tartufo, che grazie alla gente di Carbone, alla pro loco, abbiamo potuto gustare attraverso varie pietanze, dove  ognuna aveva il suo sapore maestoso.

Abbiamo salutato tutti, il Sindaco, l’amministrazione e tutti gli abitanti, con un pranzo che solo i lucani sono in grado di preparare con tanta allegria e il buon vino.

Grazie a tutti!

Alcuni scatti di questa meraviglia


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Ultima modifica: 13 luglio 2017

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