La trentunesima meraviglia

Garaguso è un comune italiano di 1.048 abitanti della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica

Il comune è un centro agricolo ai bordi dell’Appennino lucano situato nell’alta valle del fiume Cavone nella parte nordoccidentale della provincia di Matera. Il suo territorio confina con il “Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane”. Il piccolo centro abitato, arroccato su un’altura rocciosa, a 492 m s.l.m., è circondato dallo spettacolare profilo del monte La Croccia e dei monti dell’Impiso (mediamente circa 1200 metri s. m) ammantati di cupe foreste e compresi nel suddetto parco: crinali che separano, in quest’area, le due province lucane. A sud si eleva, al di la’ del greto del torrente Salandrella, al confine con San Mauro Forte, il ripido e imponente rilievo di Serra Boscone (790 m.), che, insieme alla contigua Serra Cavallo e alla Serra Antica ad occidente, in territorio di Oliveto Lucano, costituiscono una pittoresca e suggestiva quinta boscosa immediatamente alle spalle del paese. Il bosco di Garaguso è molto fitto e impervio, costituito da grandi esemplari di roverella e cerri, con un folto sottobosco di lecci, alaterni ed altre sempreverdi nelle quote più basse; carpini, aceri, cornioli, frassini dovunque. Ricco di sorgenti, una delle quali approvvigionava anche il paese, il “Boscone” di Garaguso era popolato un tempo da una fauna tipica delle zone incontaminate e selvagge (scoiattoli, caprioli, lupi, come indicato da alcuni microtoponimi della zona), al punto che l’area era prediletta per l’attività venatoria dai Duchi Revertera, secondo quanto enunciato dalla lapide del settecentesco palazzo ducale al centro del paese. La rupe su cuo sorge il paese è molto ripida e circondata da profonde gole una delle quali è attraversata dal pittoresco “ponte del diavolo”. Confina a nord con il comune di Grassano (17 km), ad est con Salandra (11 km), a sud con San Mauro Forte (15 km), e ad ovest con Oliveto Lucano (7 km) e Calciano (7 km). Dista 58 km da Matera e 57 km dal capoluogo di regione Potenza. Fa parte della Comunità Montana Medio Basento.

Storia

I risultati di indagini archeologiche indicano che la località fu abitata sin dall’età preistorica, mentre la frequentazione magnogreca dalla vicina Metaponto e’ attestata dal rinvenimento casuale di un raffinato modellino, in marmo greco dell’isola di Paro, di cella templare ellenica con divinita’ femminile seduta, in stile severo, databile al V sec. A. C.: probabile antropomorfizzazione, secondo un non meglio precisabile modello iconografico dell”arte religiosa di Metaponto (molto probabi!mente Hera, senza escludere l’ipotesi di Demetra o Persefone), di una primitiva sconosciuta divinita’ indigena della fertilita’ (Moret). La scoperta e divulgazione del reperto avvenne nel 1916 ad opera del solerte archeologo di San Mauro Forte Vittorio Di Cicco (ibidem). Il “tempietto” e “la dea di Garaguso” sono ora esposti presso il Museo archeologico provinciale di Potenza. Il manufatto ha suscitato subito l’interesse degli archeologi e storici dell’arte antica, tra cui l’accademico tedesco E. Langlotz (1895 / 1978), che ha ritenuto il reperto fabbricato in Grecia (ibidem), mentre il sito è stato oggetto successivamente di numerose campagne di scavo, frequenti ma brevi e provvisorie, che hanno evidenziato segni della presenza di un grande luogo di culto ellenizzato. Ulteriori esplorazioni nella vicina area di Grotta delle Fontanelle, sul versante settentrionale della rupe di Garaguso, hanno portato alla luce grandi quantità di ex voto: ceramica e figurine di divinità sedute o stanti, rinvenimenti che fanno sospettare la presenza di un altro o addiriittura due santuari con culti rivolti ad entità divine dai caratteri simili a quelli della dea del santuario più importante (Bertesago, Garaffa). Tali cosi dense scoperte archeologiche confermano il ruolo della località nel mondo antico quale centro di contatto tra gli indigeni enotri e i Greci delle colonie costiere, ma anche come luogo ritenuto dotato di notevoli valenze sacrali legate alla particolare topografia e all’ambiente naturale caratterizzato da rupi, corsi d’acqua, grotte e sorgenti. Per il Medioevo, nel catalogo dei baroni, di epica normanna, redatto sotto Guglielmo II, è nominato un Adam de Garagusa, mentre in una bolla del 1060, Garaguso viene incluso nella giurisdizione del vescovo di Tricarico. Fu inoltre feudo dei Sanseverino, dei Poderico e della Casa di Palo, ed infine dei Revertera, per lunghi secoli, a partire dal viceregno spagnolo e fino alla scomparsa della feudalità.

1861 – Brigantaggio

il 13 novembre 1861 le bande capitanate da Carmine Crocco, da Accettura si diressero su Garaguso inseguite da una colonna di soldati del 50° e del 30° fanteria. A Garaguso le formazioni di Crocco e di José Borjès si organizzarono a difesa ma non si verificarono scontri degni di nota. Tallonate da presso dalle truppe citate a da contingenti di guardie nazionali le formazioni di Crocco raggiunsero Grassano il 14 novembre.

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesa parrocchiale, presso cui è il settecentesco palazzo Revertera con loggiato a tre arcate, conserva una scultura fittile del quattrocento raffigurante la Madonna della Puglia, un braccio reliquiario in argento, pure del quattrocento, e una tela del 1761 dipinta da frà Deodato da Tolve.

(Fonte Wikipedia)

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