La trentaseiesima meraviglia

Montemurro è un comune italiano di 1.273 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica

Il paese si trova in Val d’Agri (Basilicata) nei pressi del lago di Pietra del Pertusillo ed è collegato alla Strada statale 598 di Fondovalle dell’Agri.

Confina a nord (contrade Favaleto, Robotelle, Santo Jaso) con l’agro di Corleto Perticara; a nord – ovest (contrade Spineto, Cornaleta, Scalette, Casalaspro) col torrente Rifreddo (rivus frigidus, rio freddo), che segna il confine con Viggiano; ad ovest e sud – ovest (contrade Belliboschi, Bosco dell’Aspro, Vallarano) con lo stesso torrente, che segna stavolta il confine con Grumento Nova; a sud con Spinoso, il cui confine si perde ormai nel lago del Pertusillo ma che una volta era segnato dal fiume Agri (contrade Fornaci, Calcionari, Tarangelo, Falvella, Iozza, Pertusillo); a sud – est (contrade Cesinelle, Marcature, Fiume) con San Martino d’Agri, il cui confine è segnato dallo stesso fiume; ad est e nord – est (contrade Serra Cavallo, Forlito, Parete, Morroni, Tufara, Coste dell’Agresto) con Armento.

La zona più montuosa, genericamente chiamata Serra, si trova a nord, e le sue cime più rilevanti sono il Monte Agresto (1285 metri) e l’altopiano di Santo Jaso (che con i suoi 1299 metri risulta il punto più alto del territorio montemurrese); verso Armento invece troviamo numerose collinette tondeggianti, fra cui la Serra della Monache (1116 metri).

Storia

Le rovine di Montemurro dopo il terremoto del 16 dicembre 1857

Fu fondato intorno all’anno Mille a seguito delle continue incursioni saracene patite da Grumentum, che costrinsero gli abitanti ad abbandonare la città e a spargersi sulle alture circostanti, ove costruirono fortificazioni. Una di queste fu il Castrum Montis Murri (distrutto da un terremoto nel 1343), che sorgeva nell’attuale piazza Giacinto Albini, e dal quale derivò poi il nome del nuovo nucleo abitato. Risentì come tutta la regione delle influenze Normanne. Appartenne al feudo di Montescaglioso, della sede episcopale di Tricarico e fu dominio dei Sanseverino e dei Carafa.

In tempi più recenti la sua storia si incrocia con quella dell’Unità d’Italia grazie alla figura di Giacinto Albini, suo illustre figlio. Questi fu l’artefice della cosiddetta insurrezione lucana, rivolta antiborbonica che interessò l’intera regione e che permise di “consegnare” a Garibaldi la Basilicata già liberata. In seguito all’Unità anche Montemurro fu interessato dal cosiddetto fenomeno del brigantaggio: l’ex pastore montemurrese Antonio Cotugno (detto Culopizzuto) aderì alla protesta antisabauda mettendosi a capo di una banda di briganti, anch’essi montemurresi.

Piazza Giacinto Albini negli anni 1930

Il paese venne quasi interamente raso al suolo dal terribile terremoto del 16 dicembre 1857, il cui epicentro fu localizzato proprio a Montemurro, risparmiando in parte il rione Concerie situato nella parte alta dell’abitato (questo triste evento ritardò di tre anni l’insurrezione lucana, e costrinse lo spostamento provvisorio della “base operativa” a Corleto Perticara); subì inoltre non pochi danni da una vasta frana abbattutasi sulla zona alta dell’abitato (quella scampata al terremoto del 1857) il 26 febbraio 1907, e dal terremoto dell’Irpinia del 1980. Queste tre gravi calamità naturali provocarono un’ampia emigrazione, in gran parte transoceanica, che decimò il numero di abitanti, condannando il paese alla stessa sorte di tutto il sud Italia. L’emigrazione infatti, mai completamente attenuatasi, è tuttora la piaga principale di Montemurro.

Aree naturali

Il Lago di Pietra del Pertusillo, creato negli anni sessanta sbarrando con una diga le acque del fiume Agri. È anche compreso nel territorio dei comuni di Grumento Nova e Spinoso e fa parte del Parco nazionale della Val d’Agri e Lagonegrese.

Monumenti del passato

La torre campanaria, si trovava in piazza Giacinto Albini e fu demolita negli anni trenta senza un ben precisato motivo, sebbene fosse stata dichiarata monumento nazionale.

La chiesa Matrice intitolata a Santa Maria Assunta, perita a seguito di uno smottamento nel 1842.

Il palazzo baronale vescovile (il feudo di Montemurro apparteneva al vescovo di Tricarico), attiguo alla chiesa Matrice.

La chiesa di San Giacomo, perita a seguito del terremoto del 1857, ricostruita in più piccole dimensioni nel 1860 (lunga un terzo rispetto all’originaria) e nuovamente distrutta dal terremoto del 1980.

(Fonte Wikipedia)

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