La quarantaduesima meraviglia

Albano di Lucania (Albánë in dialetto lucano) è un comune italiano di 1 420 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Storia

Per quanto la mancanza di documentazioni scritte non consenta di ricostruire con certezza le origini del paese, si può affermare che Albano di Lucania è stato governato da numerose e nobili famiglie.

Tra queste si possono annoverare la famiglia della contessa Filippa D’Alba e, dal 1301 in poi, quella dei Pipino. Tra XV e XVI secolo, inoltre, Albano di Lucania ha fatto parte del feudo dei Sanseverino, per essere governata, fino al 1800, dai duchi Ruggiero.

Geografia fisica

Sorge a 899 m s.l.m. (sul monte San Leonardo) nella parte centro-occidentale della provincia e confina con la parte nord-orientale della provincia di Matera. Confina con i comuni di Campomaggiore (6 km), Trivigno (13 km), San Chirico Nuovo (15 km), Castelmezzano e Pietrapertosa (17 km), Tolve e Tricarico (MT) (18 km), Brindisi Montagna (20 km), Vaglio Basilicata (22 km) e Calciano (MT) (27 km). Dista 34 km da Potenza e 78 km dall’altra provincia lucana Matera.

Origini del nome

Esistono varie ipotesi sull’origine del nome del paese. Alcune tesi indicano il nome derivante da un condottiero di origine albanese, altri dalla storica contessa Filippa D’Alba. La tesi più accreditata è quella che fa derivare il nome dalla nobile famiglia romana degli Albius.

Architetture religiose

Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore (ex chiesa Madonna della neve)

Come molti altri edifici di culto della Basilicata la chiesa attuale sembra sorgere su un precedente edificio di culto, quasi sicuramente una chiesa paleocristiana. Successivamente, tra il 1200 e 1300, venne costruita la chiesa attuale, in stile romanico. Inizialmente era dedicata alla Madonna della Neve e dal 1924 in poi fu dedicata a Maria Santissima Assunta. La facciata principale della chiesa è chiusa dal 1924, realizzata in stile neoclassico ed in netto contrasto con il predominante stile romanico, con una facciata a capanna in pietra viva con alcuni spioventi. Sulla facciata principale si apre un portale con un arco acuto, sovrastato da un rosone centrale e due laterali più piccoli, che illuminano l’interno della chiesa. Sulla facciata laterale destra si trova il portale minore, che funge anche da ingresso principale della chiesa da quando venne chiuso nel 1924 il portale maggiore. La chiesa ha anche un grande campanile in pietra del XVIII secolo con una cuspide del 1967, realizzata successivamente ad un fulmine che abbatté la cuspide più antica nel 1963. Il campanile ha sei campane. Internamente l’edificio è costituito da tre navate con dodici altari minori e uno maggiore in marmo. E una statua della Madonna delle Grazie, attribuita a Giacomo Colombo sec. XVII scoperta dallo studioso Michele Piccinni.

Cappella dell’Annunziata

La piccola chiesetta dell’annunziata è una piccola cappella situata nei pressi della villa comunale. La Cappella ha vari oggetti liturgici di notevole importanza: Un altare ligneo del XVII o XVIII secolo, una tela del XVII e una scultura lignea del XVI.

Santuario della Madonna delle Grazie

Il santuario si trova a circa quattro chilometri dal paese. L’edificio è in pietra viva e per alcuni periodi dell’anno accoglie la statua della Madonna delle Grazie, assieme ad un ritratto che la rappresenta.

Santuario della Madonna di Gis (Madonna del Gesù)

La nascita di questo santuario è incerta ma, secondo la tradizione orale, dovrebbe essere avvenuta fra il 1700 e il 1800. Al santuario è legata una leggenda secondo la quale un vecchio vaccaro osservò la Madonna in quel luogo.

Grotte e sculture

Rocca del cappello

La rocca del cappello è il netto esempio delle sculture naturali che prosperano nei dintorni del paese. Situata fra le Dolomiti lucane ed il Basentola Rocca del cappello è un colossale monolito alto dieci metri sovrastato da un enorme masso a forma di cappello.

Seggia del diavolo

Altra scultura monolitica è la Seggia del diavolo. Essa presenta delle fattezze demoniache. Se osservata attentamente la scultura può sembrare un demone dotato di copricapo. Come la Rocca del cappello essa è stata costruita sicuramente per degli scopi rituali-religiosi.

Grotta dell’Annunziata

Struttura religiosa risalente al VII e VIII secolo.

Resti archeologici e altri edifici storici

Scavi archeologici di Seroto

Nei dintorni dintorni di Albano, nel 1983, è stata rinvenuta una necropoli risalente al IV secolo a.C. La necropoli comprendeva cinque tombe, sotterrate da 1,50 a 3,50 metri sotto terra. Solamente tre avevano i resti di un cadavere. Tutti (tranne uno) i cadaveri rinvenuti avevano una caratteristica particolare: la testa era indirizzata ad est e il corredo funebre era situato ai piedi o lungo il fianco destro del defunto. Inoltre erano tutti supini.

Antichi mulini

Nei dintorni di Albano si trovano i resti di due grandi mulini. Uno è ad acqua e uno è forse a vento. I mulini erano caratterizzati da un sistema di canali artificiali che convergevano presso un pozzo, sotto il quale si trovava una ruota che metteva in funzione delle pesanti macine di pietra.

Palmenti

I palmenti sono delle strutture a forma di vasca. Essi sono formati da grandi blocchi di pietra. Ad Albano se ne contano almeno un centinaio e la loro funzione ancestrale era quella di altari pagani. I riti pagani che si svolgevano su questi palmenti erano sicuramente volti a placare l’ira degli dei o ingraziarseli. Durante le feste sacre venivano immolati i primogeniti di ogni famiglia oppure una fanciulla scelta a caso dopo alcune danze sacre.