La sesta meraviglia

Guardia Perticara è un comune italiano di 574 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia[2]. A Guardia Perticara inoltre è stata assegnata nel 2011 la Bandiera arancione, un marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai piccoli comuni dell’entroterra italiano.

Geografia fisica

Sorge a 750 m s.l.m. in Val d’Agri nella parte centro-orientale della provincia al confine con la parte centro-occidentale della provincia di Matera. Confina con i comuni di: Corleto Perticara e Gorgoglione (MT) (11 km), Gallicchio (12 km), Armento (16 km) e Missanello (18 km). Dista 65 km da Potenza e 96 km da Matera.

Storia

Le origini del centro abitato sono molto antiche e possono certo farsi risalire all’età del Bronzo.

A questo periodo, infatti, corrispondono le testimonianze archeologiche rinvenute nei diversi siti del territorio di Guardia. In località S. Vito, anche di recente, sono stati portati alla luce frammenti di un abitato del XIV sec. e corredi tombali risalenti al VII sec. a.C.

Dai ritrovamenti si evince che, prim’ancora della colonizzazione magnogreca della costa Ionica, erano gli Enotri, così come li definisce il geografo Strabone, ad abitare le aree interne della Basilicata, soprattutto quelle a ridosso dei percorsi fluviali.

Lungo l’Agri ed il Sinni, probabilmente al tempo navigabili, si emanò la cultura magnogreca. L’egemonia di Siris si spinse fino alle aree interne della regione creando influenze negli usi e nei costumi delle popolazioni enotrie.

Il Castrum Perticari si sviluppa in epoca medioevale. Il nome antico potrebbe riferirsi alle “pertiche” longobarde cioè a quelle parti di territorio da questi assegnate alle famiglie dei coloni.

Nel 968 Guardia rientra, sotto l’egida del Patriarca di Costantinopoli, nella diocesi di Tricarico. I’influenza greco-ortodossa divenne molto sostenuta nell’area dell’alta valle dell’Agri, ovvero il Latinianon come venne definito nell’ordinamento bizantino. Tante le laure,i cenobi e gli insediamenti creati dai monaci basiliani in questa zona,in cui l’immigrazione cominciò già sul finire del VI sec, e perdurò per quasi tutto il medioevo. E proprio il territorio di Guardia,nel X sec., fu interessato dalla presenza di due illustri asceti, Luca d’Armento, fondatore del cenobio di Carbone, e Vitale da Castronuovo. Quest’ultimo, pare, si fermò sui monti di Turri ove ricostrì una chiesa in rovina che presto divenne un monastero tanto attivo e frequentato da esser più volte citato nei documenti dell’epoca insieme a Perticarurn e Guardiam. Nonostante le scorrerie e le distruzioni saracene che pervasero l’intera area, in particolare, nel X secolo, il Latinianon conservò una buona densità abitativa. In epoca normanna il territorio di Guardia rientrò nella giurisdizione di Ruggero, Conte di Tricarico. Nel 1237, durante il regno di Federico li di Svevia, tra i possedimenti della diocesi di Tricarico sono menzionate anche le località di Guardiam, Turrim, Perticarum e il Monasterium Sancti Vitalis in Turri.

Con la caduta degli svevi e l’affermazione degli angioini, nella “giostra” delle spartizioni feudali, Guardia viene assegnata a Giovanni Britando e poi,nel 400, ai Della Marra, signori di Stìglìano. Ed è proprio in un documento di Carlo d’Angiò, risalente al 14 maggio del 1306, che per la prima volta compare il nome completo di Guardia Perticara.

 

Con la conquista spagnola le rendite del paese passavano ai Carafa a cui a lungo sarà legato il destino dei guardiesi. Nel 1652 i francescani fondavano il convento di S. Antonio; pochi anni più tardi,nel novembre del 1657,una

terribile epidemia di peste,che colpì tutta l’area dell’alta vai d’Agri, provocò a Guardia ben 500 vittime. Nel XVIII sec. la “Terra della Guardia Perticara” entrava a far parte del Ripartimento di Maratea come feudo del principe dello Spinoso, Giuseppe Colonna, Marchese d’Altavilla. Il paese aveva all’epoca circa mille abitanti. Le attività prevalenti dei guardiesi erano quelle agricole ma non mancavano commercianti, artigiani (del legno, del ferro e calzolai) e diversi professionisti (un agrimensore, due medici, due notai, un professore “legale” ed uno speziale), come si apprende dalla compilazione del Catasto Onciario del 1753.

Il borgo si sviluppa nelle tre principali contrade (il Carbonaro, 5. Leonardo e la Croce) e poi a Porta d’Acciaro, Portanova, 5. Pietro, 5. Sebastiano, la SS. Annunciata, “Avanti alla Chiesa”, Casale, Castello, Carvutto, Fosso, Piazza e “Sotto la Chiesa”. I nomi delle contrade rievocano ancora il periodo medioevale e le strutture difensive realizzate intorno al castello:il Ponte (levatoio), il Fosso (il fossato difensivo), la Porta, ecc.

Sul finire del ‘700 sono molti a Guardia, all’epoca assegnata al Marchese di Fuscaldo, i fautori del movimento repubblicano, fra questi Giuseppe Maria Agosto, Giulio Cesare Caporale, Gerardo Maria Guidone e Domenico Massaroche, in seguito alla caduta della Repubblica Napoletana, furono arrestati ed inclusi tra i “rei di stato”. Ciò nonostante l’attività politica della parte liberale del popolo di Guardia riprese con vigore negli anni successivi al governo francese quando tra gli affiliati alla Carboneria troviamo Pietro Nicola Caporale, Vincenzo Giannoccari, Carlo Maria Grimaldi e Giuseppe Martineui, quest’ultimo carbonato “graduato” che partì volontario per l’Armata Costituzionale, I processi per cospirazione non frenarono le aspirazioni di libertà e progresso dei guardiesi. NeI ’48, infatti, l’attività insurrezionale trovò in Prospero Caporale, Vincenzo De Grazia e Giuseppe Mazziotti i suoi maggiori fautori.

Il 16 dicembre del 1857, il violento terremoto che colpì l’alta vai d’Agri, provocò a Guardia Perticara, che in quell’anno contava 1885 abitanti, ben 85 morti e 53 feriti.

Lattività cospirativa dei liberali lucani trovava, intanto, proprio in quest’area l’impulso che avrebbe generato la definitiva caduta, nel 1860, delle resistenze borboniche.

Nel ’60, infatti, Guardia Perticara è tra le prime ad innalzare la bandiera tricolore ed a collaborare attivamente alla spedizione guidata da Giacinto Albini su Potenza.

Nel corso dell’800 vennero eseguiti in paese diversi lavori per il rifornimento idrico, la viabilità e per il restauro di edifici religiosi.

Nel 1912 sorgeva la Società di Mutuo Soccorso. All’epoca Guardia contava solo 1270 abitanti, facendo registrare una sostanziale flessione demografica per la massiccia emigrazione avvenuta nei primi anni del XX secolo. Durante il primo conflitto mondiale la comunità guardiese sacrificò molte vite, tanto che a New York ai costituì un comitato per la costruzione del monumento ai caduti. Meno gravi furono invece le conseguenze del secondo conflitto mondiale, ma ancora perdite di popolazione si ebbero a causa dell’emigrazione.

Dal ’48 ad oggi Guardia Perticara è stata amministrata da 8 sindaci e grazie ad un’accorta politica urbanistica, in seguito al sisma del 1980 ha potuto avviare una ricostruzione basata sul restauro conservativo e sul recupero delle strutture originarie del centro storico. 11 turismo potrebbe dunque divenire una risorsa economica nuova e determinare le condizioni favorevoli ad una inversione di quel negativo trend demografico creatosi nell’ultimo secolo.

 

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