La cinquantaduesima meraviglia

Roccanova è un comune italiano di 1.603 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Roccanova è stata nominata dal Consorzio Enogastronomico della Basilicata “città del vino”.

La storia

Durante il periodo normanno roccaforte della Contea di Chiaromonte, le prime notizie ufficiali su Roccanova risalgono al 1276.

Scavi archeologici hanno consentito di rinvenire numerosi reperti risalenti al periodo compreso tra il VII e IV sec. a.C., i quali confermerebbero la presenza di coloni greci sul luogo.

Oggi parte di questi materiali possono essere ammirati presso il Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro e in quello di Taranto. Alcuni di essi assumono una particolare valenza  storico-archeologico, si tratta di vasi  a figure rosse del IV secolo a.C. attribuiti al noto Pittore di Roccanova.

All’inizio del XII secolo è feudo di Rinaldo e, nel 1269, viene assegnato da Carlo I d’Angiò a Guglielmo della Marra, per poi passare ai Carafa e, successivamente, ai Colonna di Stigliano, fino alla fine del Settecento.

Monumenti e luoghi d’interesse

Nella parte più antica del comune sono presenti dei palazzi signorili di buona fattura, sebbene in condizioni degradate, e due chiese: la chiesa di San Rocco e la chiesa di San Nicola di Bari. Quest’ultima crollò agli inizi del secolo XX a causa di un terremoto. La ricostruzione fu ultimata solo intorno al 1980, dopo aver interrotto e ripreso più volte i lavori nel corso degli anni. Di particolare interesse l’orologio solare costruito nel 1882 nella piazza principale dall’ing. Telfi. Da ammirare il paesaggio del territorio roccanovese, il quale, quadretto naturale tra le valli dei fiumi Agri, Sinni e Sarmento, fornisce una suggestiva attrattiva per turisti ed escursionisti.

I sapori

Non c’è pasto, a Roccanova, non debba essere accompagnato dal famoso “Grottino di Roccanova Dop”, il vino ancora oggi conservato all’interno di grandi botti di legno a loro volta custodite in cantine-grotta disseminate lungo l’abitato.

“Signora” della tavola è la pasta di casa, che nei suoi originali formati propone “Raskatiell”, cavatelli conditi con la tipica “Sauza cacoscia”, una salsa fatta con pomodori essiccati al sole e conservati sott’olio,  peperoni secchi, e peperoncino piccante, e i “Firzuou”, fusilli insaporiti con sugo di carne di maiale e rafano.

Da non perdere sono anche gli ottimi salumi tipici, tra i quali si distinguono soppressata e salciccia.

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