La cinquantanovesima meraviglia

Balvano (Balvàne in dialetto lucano) è un comune italiano di 1.824 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia fisica

Sorge a 425 m s.l.m. nella parte nord-occidentale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Salerno.

Confina con i comuni di: Ricigliano (SA) (9 km), Vietri di Potenza (11 km), Romagnano al Monte (SA) (12 km), Baragiano (15 km), Picerno (18 km), Bella (20 km) e Muro Lucano (25 km). Dista 34 km da Potenza e 132 km dall’altra provincia lucana Matera.

Storia

Le origini di Balvano risalgono al I secolo d.C., con i primi insediamenti della zona, e la sua struttura risale all’epoca longobarda. Fu eletto a contea sotto i Normanni e nel XII secolo entrò a far parte del Principato di Salerno sotto il possesso della famiglia normanna dei Balbia. A Balvano si successero diversi signori nel corso dei secoli: in epoca angioina fu possesso di Matteo de Chevreuse, poi degli Alemanna, conti di Buccino, dei Caracciolo di Sicignano e di Domenico Giovine.

Il 23 novembre 1861 le bande di Carmine Crocco e José Borjes, sconfitte a Muro Lucano, raggiunsero Balvano. Ben accolte e foraggiate dalla popolazione probabilmente impossibilitata a difendersi, si trattennero nel paese tutta la notte. Gli accordi raggiunti tra Crocco, le autorità di Balvano, e altri capi consentirono di mantenere l’ordine e di salvare probabilmente il paese dal saccheggio.[3] L’anno seguente, il paese fu colpito da una epidemia di colera.

I maggiorenti di Balvano accusarono una giovane guaritrice, tal Gesualda Postiglione, di essere la responsabile della pestilenza. La donna li implorò di non fare del male ai suoi due figli minorenni -un bimbo e una bimba generati dal matrimonio con un soldato dell’esercito borbonico perito in guerra- ma per tutta risposta fu picchiata e violentata. Due giovani contadini, che avevano ricevuto il barbaro ordine di impiccare i due piccoli, li fecero fuggire via dal paese su un cavallo. La Postiglione quindi maledì chi l’aveva oltraggiata e anche le future generazioni di balvanesi, escludendo i due ragazzi che avevano fatto fuggire i suoi figli.

Un certo Rizzello iniziò dunque a colpirla con un bastone, e altri si aggiunsero con randelli e zappe, continuando per diversi minuti fino alla morte della malcapitata. Meno di una settimana dopo, un nutrito gruppo di briganti capeggiato da Sparviero e Caporal Teodoro prese il paese d’assalto. Secondo fonti del tempo, furono prese di mira le proprietà di coloro che avevano partecipato all’uccisione della Postiglione. Ci furono una quindicina di morti e feriti -in particolare a Rizzello venne strappato il cuore- e furono razziati alcuni capi di bestiame.

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, in una galleria poco dopo la stazione di Balvano si consumò una delle più gravi sciagure ferroviarie della storia, quella del treno 8017 nota come disastro di Balvano.

Nel 1980, è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto che colpì la Basilicata e l’Irpinia: il solo crollo della chiesa locale provocò ben 77 morti. Distrutto quasi totalmente, è stato ricostruito. Subito dopo la scossa il paese ricevette la visita di papa Giovanni Paolo II.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il patrimonio culturale

A dominare il centro storico di Balvano è il castello normanno, ai cui piedi si possono ammirare gli antichi edifici in cui risiedevano le famiglie gentilizie locali.

Del maniero normanno, che sorge sullo sperone di una roccia, sono visibili i resti di due torri-vedetta originarie dell’impianto primitivo. Il sisma del 1980 ha causato ingenti danni a Balvano e al suo castello, che nel corpo di fabbrica basso ha subito crolli nel prospetto, nelle volte e in parte anche nel tetto. Non è toccata sorte migliore all’edificio più alto, con mura in pietra e piani di legno e coperture a tetto.

Tra i palazzi storici spicca, in via Umberto I, lo splendido Palazzo Laspro (1750), che ha ospitato insigni personaggi come Vittorio Emanuele II, la regina Margherita, e Francesco Saverio Nitti. Il fronte principale, con balconi e finestre disposti secondo uno schema simmetrico dona alla struttura un aspetto particolarmente nobile.

Passeggiando nel centro, arrivati nel punto tra piazza Cavour e via Roma, sorge insieme ad altri edifici Palazzo Lenzi (XVII sec.) con all’interno quattordici stanze, saloni, bagni e accessori.

I balconi e le ringhiere in ferro battuto conferiscono all’architettura un’immagine molto austera ed elegante, cui influiscono anche le mura della facciata principale. Non molto distante dal centro merita di essere ammirato anche Palazzo Cecere, quasi in bilico su uno spuntone di roccia che domina contrada Galdo e la gola del torrente S. Caterina.

Palazzo Laspro

Palazzo Tirico (sede del Municipio)

Convento di Sant’Antonio da Padova

Palazzo Lenzi

Palazzo Cecere

Palazzo Pacelli

Chiesa della Madonna delle Grazie

Villa Claps, Via Principe Umberto

Chiesa di S. Maria di Costantinopoli

Casino Laspro

“I cavalieri di Balvano” scultura in ferro di Antonio Masini

(Fonte Wikipedia)

 

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