La cinquantasettesima meraviglia

Grumento Nova è un comune italiano di 1.689 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. La sua denominazione ufficiale fu, fino al 1932, Saponara di Grumento (o semplicemente Saponara), e il nome dei suoi abitanti saponaresi. Nei pressi si trovano i resti dell’antica città romana di Grumentum, di cui è visitabile l’area archeologica, con il Museo archeologico nazionale dell’Alta Val d’Agri. Nel territorio è presente l’Aviosuperficie Grumentum, situata a breve distanza dal lago, fra lo stesso comune e il comune di Sarconi.

Geografia fisica

Sorge a 780 m s.l.m. in Val d’Agri nella parte centro-occidentale della provincia. Confina con i comuni di: Sarconi (7 km), Tramutola (13 km), Viggiano (14 km), Montemurro (16 km), Spinoso (17 km) e Marsicovetere (18 km). Dista 73 km da Potenza e 118 km dall’altra provincia lucana di Matera.

Storia

La città venne fondata con il nome di Saponara nel 954 d.C. da una colonia di abitanti provenienti da Grumentum, fuggiti dalla loro città a causa delle invasioni saracene. Nel 1060 divenne feudo normanno sotto Roberto d’Altavilla. In seguito fu assegnato alla famiglia dei Fasanella. A seguito della congiura di Capaccio (1246), Federico II confiscò il feudo a Tommaso Fasanella.

Nel 1254, Saponara passò poi nelle mani dei Sanseverino e fu saccheggiata per volere di Manfredi, figlio di Federico II, poiché i nuovi feudatari parteggiavano per gli angioini. Nel 1267, il sovrano angioino Carlo I d’Angiò ridiede la città al conte Ruggero Sanseverino, la cui stirpe la governò fino al 1806.

Dopo la conquista francese, Tommaso di Saponara fu nominato da Giuseppe Bonaparte ministro del Regno di Napoli. In epoca risorgimentale, vi furono diversi cittadini di Saponara che parteciparono attivamente ai moti liberali del 1820-1821 (con Gherardo Ceramelli), del 1848 (con Antonio De Cilla) e all’attività mazziniana del 1853 (con Giulio Cesare Giliberti).

Nel 1857 la città venne distrutta un terremoto, che provocò più di 2000 vittime. A seguito dell’unità d’Italia fu anch’essa influenzata dal fenomeno del brigantaggio: alcuni dei briganti più noti furono Donato “Caronza” Toscano e Diego “Lineo” Di Rago. Con regio decreto del 21 aprile 1863, il nome della città fu cambiato in Saponara di Grumento e, il 3 novembre 1932, nell’attuale Grumento Nova.

Architetture religiose

Chiesa Madre di Sant’Antonino Vescovo e Martire

Chiesa di San Laverio Protomartire

Chiesa della Madonna del Monserrato

Chiesa della Madonna del Grumentino

Chiesa di San Giovanni

Chiesa della Madonna del Rosario

Chiesa di San Giuseppe

Chiesa di Santa Caterina da Siena