La cinquantesima meraviglia

San Mauro Forte è un comune italiano di 1.505 abitanti della provincia di Matera in Basilicata. È affiliato all’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Geografia fisica

Il centro abitato sorge su una collina a 540 m s.l.m. nella parte centro-occidentale della provincia; il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), ad est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e ad ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza.

San Mauro Forte è compresa nel territorio della Comunità Montana Collina Materana.

Storia

Il centro ha origini molto antiche, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti avvenuti sul territorio; in località Timponi è stata scoperta una costruzione risalente all’VIII secolo a.C. ed in località Priati alcune tombe del IV secolo a.C. L’attuale centro risale all’epoca normanna, presumibilmente al 1060, ed il suo nome deriva da un antico monastero benedettino intitolato a San Mauro intorno al quale si sviluppò l’abitato, che fu completamente fortificato; l’accesso al paese era garantito da quattro porte, una delle quali presente ancora oggi, mentre sul lato est fu costruita una torre a tre piani, situata in quella che oggi è la piazza principale. L’aggettivo Forte fu aggiunto successivamente al nome San Mauro per ricordare come il paese riuscì a respingere le bande di briganti dello spagnolo Borjes nel 1861. San Mauro Forte appartenne alla contea di Montescaglioso ed a partire dal ‘400 passò sotto il dominio degli Orsini Del Balzo prima, dei Del Balzo e successivamente dei Sanseverino, dei Carafa e dei Colonna. Nel 1751 San Mauro riuscì a liberarsi dal giogo feudale, quando fu riscattato da quattro acquirenti fra cui i d’Eufemia, già amministratori dei vecchi feudatari, che investiti del titolo di baroni si stabilirono in paese costruendovi le loro residenze all’interno delle mura medievali.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

La chiesa di Santa Maria Assunta

Alle spalle della torre è situata la chiesa di Santa Maria Assunta, la cui costruzione risale al 1553, che conserva una croce astile del XVI secolo ed una tela del 1700.

La chiesa dell’Annunziata

Fu costruita a partire dalla fine del XV secolo dai francescani, insieme al grande monastero, alto cinque piani ed occupante un’area di 4000 m².

Altre chiese

Chiesa di San Rocco

Cappella di Santa Maria del Rosario

Architetture civili e militari

Il Torrione cilindrico quattrocentesco

Erroneamente chiamato Torre normanna, il Torrione cilindrico a scarpa zig-zagata è uno delle più interessanti strutture difensive, completamente ricostruito durante gli anni Cinquanta del Quattrocento ed erroneamente attribuito a committenze normanna. La struttura ossidionale è da comparare al Torrione cilindrico di Bitonto: sembrano ambedue scaturire da un unico progetto. Le due strutture sono simili

per suddivisione dei volumi in alzato oltre che per la evidente scarpata zig-zagata da attribuire ai dettami di Leon Battista Alberti; ambedue le strutture si presentano suddivise in tre piani, con base circondata da un bastione poligonale zig-zagato.Tale torre per secoli è stata riprodotta in dipinti e stemmi familiari del luogo e, negli anni ’80, nella serie filatelica dei castelli.

I palazzi nobiliari

Numerosi sono i palazzi nobiliari risalenti al settecento: tutti presentano pregiati elementi ornamentali come portali in pietra, fregi floreali, e testimoniano il rapporto che i proprietari ebbero con la cultura napoletana, documentato in particolare da dipinti di ispirazione partenopea presenti nelle cappelle private. I palazzi più importanti sono:

Palazzo Arcieri Bitonti, che al piano terra ospita il Museo multimediale “In Viaggio In Basilicata”.

Palazzo Arcieri, già Municipio e Pretura, attualmente ospitante in alcune sale il cittadino “Museo della Civiltà contadina”.

Palazzo Lauria, con portale barocco del 1770, cappella privata, e diversi mobili antichi all’interno, tra cui due scrigni veneziani del 1600.

Palazzo Del Turco

Palazzo Acquaviva, con cappella.

Palazzo Deufemia

Palazzo Scalese

Palazzo Montesano di Montemurro, situato in via regina Margherita, oggi di proprietà della famiglia Granata/Montesano.

Palazzo Di Mase

Palazzo Disanza

Palazzo Onorati

Tradizioni e folclore

La sagra del Campanaccio: festa di antichissima tradizione, si svolge a partire dal 16 gennaio ed ha origine sia nei riti pagani propiziatori legati al culto della terra ed alla transumanza e sia nelle celebrazioni sacre in onore di Sant’Antonio Abate. Gruppi numerosi di uomini girano rumorosamente per le strade del paese con grossi campanacci che suonano tenendoli tra le gambe. I campanacci sono di sesso maschile e femminile, i primi più lunghi, i secondi più larghi; hanno funzioni propiziatorie, di fecondità dei campi e di sollievo dai malanni. I suonatori di campanacci iniziano il loro peregrinare con tre giri intorno alla chiesa di San Rocco, dove è custodita l’immagine di Sant’Antonio Abate. I rumorosi cortei si fermano di tanto in tanto quando i campanari sostano nei pressi delle cantine o di punti di ristoro dove vengono loro offerti bicchieri di vino o salsiccia ed altri prodotti derivati dall’uccisione del maiale e poi ripartono con il loro fragoroso trambusto fino a notte fonda[.

La processione del Venerdì Santo: il corteo, che parte dal vecchio monastero francescano, è aperto dall’Addolorata, seguita dal Cristo morto e dal Calvario. Il percorso è caratterizzato da un antico lamento funebre, e percorre le strade principali del paese sostando in tutte le chiese.