La nona meraviglia


Carbone (Carvùnë in dialetto lucano) è un comune italiano di 614 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica

Sorge a 690 m s.l.m. nel cuore del Parco nazionale del Pollino sulla sponda sinistra del torrente Serrapotamo, nella parte meridionale della provincia. Confina con i comuni di: Calvera (8 km), Teana (10 km), Fardella (14 km), Episcopia (15 km), Castelsaraceno (19 km), Latronico (24 km) e San Chirico Raparo (29 km). Dista 119 km da Potenza e 111 km dall’altra provincia lucana di Matera.

Oltre al Serrapotamo, sono presenti alcuni suoi affluenti come il torrente Vallone e la fiumara Maltempo.

Storia

Il paese sorge nel medioevo attorno all’antico monastero Basiliano detto di Sant’Elia fondato, secondo la tradizione, da S.Luca abate intorno all’anno mille. Il comune sale alla ribalta regionale una prima volta nel 1806, con l’incendio da parte dei francesi, e poi, soprattutto, diventa tristemente famoso nel 1860 allorquando, al momento del plebiscito nazionale, si ribella e vengono bruciate le urne per il voto. Tale ribellione nel febbraio dell’anno successivo costa la fucilazione di alcuni giovani, accusati ingiustamente di essere renitenti alla leva e perciò condannati a morte, senza alcun regolare processo.

Architetture religiose

Nella parrocchiale di San Luca del secolo XVI (il porticato di colonne doriche è stato aggiunto nel 1932 ci sono sculture lignee risalenti al secolo XVIII ed un dipinto ad olio del XVI secolo rappresentante la natività.

A Carbone si trovano anche, la chiesa di San Francesco (ex-conventuale che conserva anch’essa sculture lignee), la chiesa Madonna degli Angeli, la cappella dei Fraticelli e la cappella della Madonna del soccorso.

Aree naturali

Caratteristico è il bosco Vaccarizzo dove al centro sorge una grande fontana, e dove si può trascorrere un po’ di tempo immersi nel creato per sentirsi lontani dal mondo. Durante il mese di agosto molte persone vi passano la giornata per fare una scampagnata e un picnic.

I sapori

Per gli amanti dei gusti forti spiccano i dolci a base di “sanguinaccio”, oltre ai gustosi salumi accompagnati dalla squisita  focaccia carbonese.

Tra i primi piatti, come in gran parte della Basilicata, non possono mancare le diverse tipologie di pasta fatta in casa, quali fusilli e orecchiette. Ottima anche la produzione di frutta secca, marmellate, funghi, miele e castagne. Il vino locale concorre ad arricchire il sapore di ogni portata.

Carbone è uno dei comuni in cui è possibile scoprire le pepite d’oro del Serrapotamo lungo un itinerario enogastronomico che coinvolge sei piccoli borghi del Pollino, i quali punteggiano la suggestiva valle del Serrapotamo.

Carbone ‘ famosa anche per il Tartufo “Il Re bianco” infatti il 31 Ottobre del 2017 è diventata Città del tartufo.