La Ottantaseiesima Meraviglia

Paterno o Paterno Valdagri (Patièrn in dialetto lucano[2]) è un comune italiano di 3 327 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Il territorio ha una superficie di 39,25 km², è attraversato dal fiume Agri e confina a nord con Marsico Nuovo, a nord-est con Marsicovetere a sud con Tramutola e a ovest con Padula. Divenne comune nel 1973: era infatti una frazione di Marsico Nuovo.

Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale è attraversato anche dal torrente L’Aggia, il centro del paese dai torrenti Chiusciumara e Oscuro.

Origini del nome

Dalla forma verbale latina patere, ossia essere aperto, aprirsi, più il suffisso –ernum. Quest’ultimo è proprio di luoghi ove si svolge una qualche attività, come Salerno (ove si lavora il sale), Picerno (ove si lavora la pece), Moliterno (ove si munge il latte). Quindi Paterno sarebbe “luogo ove si lavora all’aperto” e ciò, forse, con allusione all’antico sito della Civita.

Storia

Nella fase di transizione dall’età della pietra lavorata a quella del bronzo (eneolitico), sull’altura della Civita, tra il XIV e l’XI secolo, abitarono pastori transumanti appartenenti alla cosiddetta cultura appenninica. Appartenenti allo stesso ceppo etnico degli abitatori di Murgia Sant’Angelo di Moliterno, attraverso le valli fluviali interne, operarono una serie di scambi con il Vallo di Diano e con la costa ionica. Ne sono testimonianza i rinvenimenti ceramici che associano agli elementi decorativi del Puntinato quelli spiraliformi della cultura greca.

In epoca romana numerosi insediamenti a carattere sparso sorsero nella sottostante pianura e videro la presenza di alcune ville patrizie. Di una di esse sono stati ritrovati i resti in località Aggia. L’abbondanza delle acque favorì il concentrarsi della popolazione soprattutto nel rione “Tempa”, dove successivamente venne costruita la chiesa matrice.

Le orde saracene che, sul declinare del I millennio, distrussero Grumentum, costrinsero anche gli abitanti di Paterno ad aggregarsi a quelli di Marsico Nuovo e Marsicovetere.

Con l’invasione dei Normanni Paterno risorse come centro autonomo ma annessa alla giurisdizione di Marsico Nuovo, di cui ha condiviso le sorti sino all’età moderna. Nel corso del XIX secolo Paterno fu soggetta a vari eventi calamitosi: epidemia di colera (1837); frana provocata dallo straripamento dei laghi Mandrano e Mandranello (1840);terremoto del 16 dicembre 1857.

Durante il brigantaggio post-unitario numerosi suoi cittadini si diedero alla macchia, organizzandosi anche in bande. Ne ricordiamo solo alcuni dai soprannomi pittoreschi: Aliano Federico (capobanda), Parisi Giuseppe (capobanda, alias Peppullo), Bove Francesco (alias Zucaro), D’Agrosa Raffaele (alias Petenchino), Marsicovetere Michele (alias Naca-Naca).

Con la prima grande emigrazione (1880-1900) il centro si spopolò di circa 1 500 unità.

Frazione di Marsico Nuovo sino al 4 maggio 1973, data in cui ottenne l’autonomia amministrativa con legge regionale nº 8.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose e civili

Chiesa di San Rocco – costruita negli anni ottanta. Si trova nel rione Raia.

Chiesa madre di San Giovanni Evangelista – elevata a parrocchia verso la fine del Settecento dal vescovo di Marsico Nuovo Bernardo Maria La Torre. Danneggiata dal sisma del 1980 e riaperta al culto in occasione del Natale 1992.Chiesa del Sacro Cuore – con una piccola grotta di roccia in cui è collocata una statuetta in pietra raffigurante la Madonna.

Chiesa di San Bartolomeo – edificata negli anni 1975-1980, si trova in località Pecci Piazzolla.

Palazzo Rautis – anch’esso in località Pecci Piazzolla, fu costruito nel 1859 come casino di campagna. Ha una struttura imponente, con due torrette laterali e robuste mura in pietra.

Palazzo Arco della Volpe – risalente agli inizi del XIX secolo, con una caratteristica struttura ad arco attraverso cui, un tempo, passava la strada che conduceva al rione Chiusulelle.

Masseria Navarro – risalente alla fine del XVIII secolo.

Aree naturali

Sorgente “Sorgitora” (980 m s.l.m.), strada comunale, km 6,00. Da via Acquareggente, proseguendo per via Pioniello, dopo un percorso stretto e tortuoso, risalendo le pendici de “Il Monte”, si giunge alla “Sorgitora”. Sul rilievo montuoso, costituito da rocce calcaree affioranti, esistono fenomeni di carsismo (inghiottitoi).