La Ottantasettesima Meraviglia

Rotonda (“Rutunna” in dialetto locale) è un comune italiano di 3.416 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. È sede del Parco nazionale del Pollino.

Geografia Fisica

Rotonda è situata ad un’altitudine di 580 m s.l.m. all’estremità meridionale della provincia di Potenza, al confine con la Calabria. Confina a nord e ad est con il comune di Viggianello, a sud con Morano Calabro (CS) e Mormanno (CS), e ad ovest con Laino Castello (CS) e Laino Borgo (CS). Si trova nel cuore del Parco nazionale del Pollino, nella valle del Mercure, e comprende nel suo territorio montagne che arrivano ad un’altitudine massima di 1919 m s.l.m. Fa parte della Comunità montana Lagonegrese. La valle in cui è situata Rotonda appartiene all’era mesozoica e neozoica. Avanti a tali epoche in era quaternaria la valle era un antico lago pleistocene e quando le acque cominciarono a ritirarsi, defluendo verso il mare, si formò l’attuale valle del Mercure. Il centro storico di Rotonda sorge su uno scoglio calcareo che faceva parte dell’antico lago, che si creò in seguito all’erosione. Anche altre zone del paese hanno origine da uno scoglio di natura calcarea come a sud l’attuale frazione Acqua Nocella.

Fiumi

I principali corsi d’acqua sono:

Mercure

Jannace

Paraturo

Mauro

Schettino

Il più importante fra questi è il Mercure, lungo 51 km, che nasce ad una altitudine di 430 m nel comune di Viggianello, e attraversa Rotonda nella parte Nord per 2,5 km. Il percorso del fiume continua in Calabria dove cambia il nome in Fiume Lao e sfocia nel Tirreno nei pressi di Scalea.

Storia

Periodo Prerinascimentale

La prima citazione del nome Rotonda compare in una pergamena del 1083, come attesta il Racioppi nel documento Tutta l’Italia et isole pertinenti ad essa. Il toponimo, secondo il geografo Leandro Alberti, deriva dalla disposizione delle case attorno al castello, situato su di una collina che lo rendeva simile ad un unico blocco rotondo. È idea condivisa da molti storici anche se non comprovata, che Rotonda sia stata fondata sui resti dell’antica Nerulum, città d’epoca romana che era situata in un punto di incontro fra molte vie importanti come la Via Popilia. Secondo altre fonti, invece, si pensa che Rotonda sia situata sui ruderi di Tebe Lucana, altra città d’epoca Romana. Rotonda è citata anche in altri documenti, oltre a quello del Racioppi, come in una carta greca del 1117, nel cedolario del 1276-1277, relativo al Giustizierato di Basilicata e in alcuni documenti Angioini dove si parla di “Rotunda vallis Layni”, per distinguerla da “Rotunda Maris” (l’attuale Rotondella).

La presenza di vie di comunicazione ne fece sin dalla nascita un centro ricco e prosperoso. Come avvenne per la maggior parte delle città del sud, Rotonda passò in varie mani dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, cambiando spesso il suo aspetto, ma arricchendosi volta per volta, di architetture di vario stile, alcune delle quali arrivate fino ai giorni nostri. La data di nascita dell’attuale centro di Rotonda non è certa, ma si sa per certo che esisteva al tempo dei Longobardi di Salerno, e che fu conquistata insieme ai territori del Principato di Salerno da Roberto il Guiscardo, passando così sotto il dominio dei Normanni. Successivamente fu venduta dalla regina angioina Giovanna II di Napoli alla famiglia Scannasorece di Napoli, e a partire dal 1419 passò sotto il dominio dei Sanseverino.

Rotonda e i Sanseverino

Nel XVI secolo i Sanseverino raggiunsero il loro apice, possedendo terreni che si estendevano tra Salerno e la Calabria e tra il Tirreno e lo Ionio. Rotonda naturalmente faceva parte di questi possedimenti, ed è grazie a ciò che documenti riguardanti l’Università di Rotonda (ovvero Comune di Rotonda), sono arrivati a noi. I “Capitoli” stipulati tra Bernardino Sanseverino, principe di Bisignano, e l’Università di Rotonda, sono custoditi nell’archivio di Stato di Napoli (“Capitoli” stipulati tra il 1495 e il 1507), dove i rappresentanti della cittadina chiedevano ai feudatari:

«”conceder ad detta università ed a quella confirmar tutti loro capituli, privilegij et consuetudini”[5]»

Alla fine del XVI secolo, dopo che un ramo della famiglia Sanseverino ebbe degli scontri con il viceré Pedro de Toledo, parte dei territori che comprendevano la Basilicata e la parte settentrionale della Calabria, passarono in mano di Nicolò Bernardino Sanseverino (1554-1606), figlio di Pietro Antonio Sanseverino, questo periodo segnò la parabola discendente della famiglia Sanseverino. Nicolò, per via della sua inadeguatezza, non gestì in maniera ottimale l’eredità lasciatagli dal padre, e quindi fu interdetto e la Camera della Sommaria ordinò la compilazione di documenti contenenti il censimento di tutte le proprietà della famiglia. In questi documenti è citata anche Rotonda:

«”la terra della Rotonda (…) con un castello distrutto nella parte più eminente, et appresso la piazza una casa palaziata con camere, et sale quasi distrutte”[6]»

All’inizio del XVII secolo, dopo la morte di Nicolò avvenuta nel 1606, Rotonda fu acquistata (1622) da Ferrante Sanseverino conte di Saponara, sempre appartenente sempre alla stessa famiglia.

Il XVIII secolo

Nel 1735 Carlo III di Spagna divenne Re di Napoli e Sicilia, e l’anno successivo chiese di stilare un manoscritto dove veniva descritta la provincia della Basilicata. La relazione riguardante Rotonda, fu stilata e inviata all’allora sindaco Carlo di Lorenzo e riportava queste informazioni:

«”La terra di Rotonda distante dal già detto casale (di Sanseverino) miglia tre sta posta coll’aspetto a mezzo giorno, venendo abitata da 1.500 persone, quali tutte si sostengono colla coltura del territorio che produce grani e vino, venendo pur anche posseduta dall’illustre principe di Bisignano che vi tiene di rendita da docati 700 in circa. Vi è una sola chiesa parrocchiale sotto posta alla diocesi di Cassano, li di cui preti si mantengono colla rendita di alcuni pii legati.”[7]»

Sul documento era presente il sigillo di Rotonda che raffigurava una torre che sovrasta su tre colline il fiume Mercure che vi scorre sotto, e due angioletti al di sopra della torre. Il simbolo è rimasto pressoché uguale oggi, tranne i due angioletti che non vi compaiono più.

Un’altra descrizione di Rotonda era presente nel Catasto onciario del 1753, dove viene descritta dà il sindaco Francesco Iannino e gli eletti (assessori) Giuseppe La Polla (o L’Apolla), Tommaso Rinaldi e il cancelliere Giuseppe Presta. In quest’altro documento si apprende che la sede del comune era sita in strada San Francesco, e in più vi era presente un fornito elenco di chiese e cappelle, oltre alla chiesa Madre e al Santuario di Santa Maria, in quell’anno come: le cappelle di Santa Maria delle Grazie, di San Michele Arcangelo, di Santa Maria Mater Dei, di Santa Maria Maddalena, di Sant’Onofrio, di Santa Maria di Costantinopoli, del Santissimo Rosario e della Santissima Trinità, oltre a diverse cappelle rurali sparse nel territorio circostante.

 

Ruderi del castello

Altre informazioni che si apprendono dal catasto, vengono dalle parole del parroco di quell’anno, don Giuseppe Angelo Cantisani, che stilava il censimento per “fuochi”, gruppi famigliari, dove si deduce che la popolazione a quel tempo ammontava a 1500 abitanti. Alla fine del XVIII secolo la popolazione ebbe un sostanzioso incremento, che la portò a 2500 abitanti, questo incremento fu dovuto al fatto che Rotonda era una terra di passaggio che portava in Calabria, e quindi cominciò a sviluppare alcune attività commerciali.

In quegli anni Rotonda cominciò ad acquisire l’odierno aspetto, in quanto gli abitanti cominciarono a spostarsi dall’antico centro, e fu costruita l’attuale chiesa Madre sulla strada che portava da Castelluccio a Morano, creando così un nuovo centro urbanistico. La precedente chiesa Madre, che sorgeva ai piedi del castello e ancora oggi presente, fu affidata alla confraternita del Rosario, prendendone così il nome che conserva ancora oggi; in più fu edificata un’altra chiesa intitolata a Sant’Antonio, il patrono del paese.

Durante la seconda metà del XVIII secolo, cominciarono i lavori per la costruzione della strada che doveva collegare Napoli a Reggio Calabria; questi lavori riguardarono anche la strada che attraversava Rotonda, che quindi ne cominciò a portare benefici, perché venne sostituita la vecchia strada sassosa che collegava Lauria a Morano. L’edificazione di questa strada non fu semplice, basta pensare che il solo tratto che collegava Castelluccio a Rotonda richiese la costruzione di nove ponti.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il Santuario di Santa Maria della Consolazione

Situato ad 1 km dal paese in direzione sud, verso le ultime propaggini dei monti, è una costruzione imponente risalente al periodo bizantino e ricostruita nel 1558 in segno di ringraziamento alla Madonna, apparsa in quel luogo ad una pastorella, dopo un lungo periodo di epidemie che aveva colpito il paese. Conserva una bella statua in marmo della Madonna risalente al 1512 che lascia presupporre un culto mariano preesistente alla costruzione del Santuario. Importanti inoltre il portale di ingresso in pietra e due bassorilievi tondi del seicento in marmo con decorazioni di intagli lignei dorati. Una descrizione di questo Santuario si può trovare nello Zodiaco di Maria[6], scritto da padre Serafino Montorio nel 1715 e dove descrive il santuario così:

«edificata sopra orbicolare collina, ma in modo, che con dolce declivio si distende nel piano. Da ogni parte è riguardata dal Sole, che dispensandole liberalissimo i suoi raggi luminosi, la rende d’aria assai celebre, ed amena. Il suo territorio è molto fruttifero; i frutti molto dilettevoli, e d’ogni altra cosa al vivere umano necessaria è abbondantissimo, in modo che senza invidiare i convicini paesi gode tutti quei beni, che sa dispensare la madre Natura, ed in particolare ha sorgive d’acque, non solo limpide, e cristalline, ma anche freddissime.»

Il santuario per un breve periodo, tra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo, accolse anche un orfanotrofio, e successivamente accolse anche il seminario Diocesiano. Attualmente una parte del santuario, è stata adibita a sede del Parco nazionale del Pollino. Un evento degno di nota, che coinvolse il santuario, fu il trafugamento da parte di ignoti dell’antica statua, del 1512 della Madonna della Consolazione la notte del 7 ottobre 1976. La statua fu trovata solo quattro anni dopo, ad Arezzo a Villa Wanda, abitazione del capo della P2 Licio Gelli, il quale cambiò l’aspetto della statua per far in modo da non farla riconoscere. Il ritrovamento fu possibile grazie ad un articolo su Epoca, un settimanale che pubblicò delle foto del giardino di Licio Gelli, e grazie a queste un rotondese riconobbe la statua. Prima di far ritorno a Rotonda la statua, per ordine del Ministero delle Belle Arti, fu esposta a Castel Sant’Angelo fino al 3 ottobre 1981.

 

La Chiesa del Santissimo Rosario

Risalente al XII-XIII secolo, situata nel centro storico ai piedi del castello baronale, fu la prima chiesa madre di Rotonda. Inizialmente era intitolata alla Natività della Beata Vergine, come l’attuale chiesa madre, ma in seguito allo spostamento del centro urbanistico fu affidata alla confraternita del Rosario, dal quale ne prende l’attuale nome.

La Chiesa madre

Intitolata alla Natività di Maria Vergine, fu costruita all’inizio del XVIII secolo per via della nuova urbanizzazione del paese, permettendo così la nascita dell’attuale centro di Rotonda. I lavori iniziarono nel 1743[12], sui resti di una cappella di origini medioevali, grazie all’elargizione di 150 ducati annui da parte del Santuario di Santa maria della Consolazione. I lavori andarono avanti fino al 1806, quando si fermarono per mancanza di fondi e la chiesa per una trentina d’anni rimase senza pavimentazione, senza i vetri dei 18 finestroni, con la cupola incompiuta e il campanile ancora da edificare. Nel 1819 il vescovo di Cassano scrisse al Ministero degli Affari Ecclesiastici di Napoli sollecitando l’erogazione dei fondi, per poter ultimare l’opera, da allora si mise in moto la macchina burocratica di cui si può tener traccia solo fino al 1830, da quella data rimane ignoto quando siano arrivati i fondi. Gli affreschi risalgono al 1836, a testimonianza che comunque anche se molto lentamente i lavori andavano avanti lo stesso, e addirittura la consacrazione della chiesa è datata al 1810. Documenti della fine del XIX secolo fanno emergere che nel 1893 i lavori vengono affidati dal clero di Rotonda all’ingegnere Biagio Arcieri di Castelluccio Inferiore, e spunta fuori anche la data del 1894 come inizio dei lavori del campanile.

Il campanile secondo il progetto originario doveva essere molto più grande ma per via delle difficoltà sorte con l’allora proprietario del terreno adiacente, Andrea Tedeschi, si dovette ridimensionare il progetto. Il campanile ospitava 4 campane di cui 3 più piccole recavano la data 1818 mentre la più grande aveva la scritta:

«A.D. del popolo per cura dell’Arciprete don Raffaele Albano – Anno Santo 1933-34.»

Tra il 1916 e il 1924 sul lato sinistro fu edificata la Cappella del Sacro Cuore, costruita anche grazie alla questua dei fedeli, mentre gli affreschi vennero ultimati nel 1926 da Giuseppe Mambelli da Salerno. Negli anni cinquanta avvennero gli ultimi sostanziali lavori sulla chiesa Madre, che videro edificare la torre civica con l’orologio ancora oggi in funzione e visibile dalla piazza.

La Chiesa di Sant’Antonio

Edificata nel XVIII secolo dagli adepti della Confraternita di Sant’Antonio, la chiesa sorge a pochi passi dalla Chiesa Madre, nelle vicinanze della piazza Vittorio Emanuele III. La facciata frontale presenta nella parte superiore 3 nicchie, dove in quella centrale è custodita la statua del santo patrono. Sul lato della chiesa è presente una torre campanaria che termina con una cupola orientaleggiante. All’interno la chiesa è a navata unica con l’altare a muro ricoperto di marmi e sovrastato da un tabernacolo.

Palazzo Tancredi

Dimora nobiliare appartenuta alla famiglia Fasanelli, e secondo fonti storiche vecchia sede della Pretura di Rotonda, è situata in corso Garibaldi, intitolato così proprio perché il condottiero vi passò e soggiornò in questa dimora il 2 settembre 1860. Oggi è divenuta di proprietà degli eredi del comm. Vincenzo Tancredi.

Altri monumenti e luoghi d’interesse

Grotta dell’eremita, detta anche del Brigante in località Scaldacane

I ruderi del castello: edificato nel XV secolo e dimora della famiglia Sanseverino di Bisignano, all’epoca signori del paese.

Piazza Vittorio Emanuele III: circondata da bei palazzi, è il cuore del paese, nasce in seguito alla costruzione della chiesa Madre.

Palazzo Amato: edificato nel XIX secolo, è stato sede dell’Ente Parco nazionale del Pollino. Rilevanti sono il portale ed il camino in pietra.

Palazzo de Cataldi (sec. XVII-XVIII) con portale in marmo in stile bugnato del XIX secolo.

Palazzo de Tedeschi (sec. XVII-XVIII) con portale in marmo in stile bugnato del XVIII secolo.

Palazzo di Sanzo (sec. XVII-XVIII) con portale in marmo del XVIII secolo.

Molino ad acqua in località Zircoli.

Ruderi di una fornace per la produzione di mattoni e ciramilli (coppi) in località Fratta e Fiumara.

Filanda a mano: situata nel centro del paese attorno all’anno 1880 e successivamente trasformata in semiautomatica attorno al 1930.

Chiesa di San Carlo Borromeo

Cappella di Sant’ Onofrio

Cappella del Carmine

Cappella di Sant’ Andrea

Cappella di San Nicola

Cappella di Santa Maria Materdei

Cappella di San Francesco D’Assisi

Cappella di Santa Maria di Costantinopoli

Cappella di San Francesco da Paola

Cappella del Purgatorio

Cappella di San Bonaventura

Cappella del Monaco

Cappella di Santa Maria delle Grazie

Cappella di Santa Maria

(Fonte Wikipedia)