La quarantasettesima meraviglia

Nèmoli è un comune italiano di 1 501 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Il paese, posto tra i monti dell’appennino lucano, è noto per l’artigianato tipico del legno e del rame.

Geografia fisica

Nèmoli si trova nella zona più a sud della provincia di Potenza. Il suo territorio si estende per 19,7 km². Posizionato al centro della valle del Noce è circondato, oltre che da questo, dai fiumi Sonante, Torbido e Pulcino, le cui acque alimentano gli acquedotti di più paesi della valle. Verso nord, nei pressi della vecchia stazione di Nemoli, a 788 metri sul livello del mare, si trova il lago Sirino (circa 5 ettari).

Nemoli è circondata dai monti dell’Appennino Lucano: Serra Rotonda, Serra Lunga, il monte Coccovello (1505 metri), il Roccazzo (894 metri) e il monte Sirino (1907 metri) sono i rilievi principali.

Il territorio del comune di Nemoli si presenta una vegetazione varia, con la presenza di alberi da frutto, di ulivo, viti e con una vegetazione ricca di felci, ginestre, radure erbose e faggi maestosi, tra i quali si nascondono volpi, lepri, tassi, faine, ricci e il raro moscardino (piccolo scoiattolo). Inoltre spesso si può ammirare il volo di corvi imperiali, nibbi e poiane che sorvolano la vallata.

Nel nucleo principale del paese, dove si trovano le caratteristiche strettole e sopportici, si possono ammirare alcuni pregevoli portali sparsi per i vicoli e il loggiato di stile napoletano, del palazzo Filizzola del XVIII secolo oltre al monumento dedicato ai caduti realizzato in bronzo.

Storia

Le prime tracce di insediamenti umani sul territorio di Nemoli risalgono al V secolo a.C., come testimoniano alcune statuine di bronzo ritrovate sul territorio, rappresentanti guerrieri e animali, che fanno pensare alla passata esistenza di una stipe votiva e all’esistenza di una città di origine fenicia chiamata Irie, i cui abitanti veneravano una divinità maschile. Il primo nucleo abitativo certamente risale ai primi secoli dello scorso millennio. Durante il Medioevo Nemoli, allora chiamata Il Bosco, dipese dapprima dalla città di Lauria, quale grangia dell’abbazia di san Filippo. Poi venne accorpata al territorio di Rivello, di cui costituiva uno dei tre casali insieme a San Costantino e Rotale. Nel 1650 vi si stabilì un folto gruppo di Valdesi, scacciati della vicina Calabria, che incrementò notevolmente la popolazione.

 

Durante il breve governo della Repubblica Partenopea del 1799, divenne comune col nome de La Serra, rientrando nell’ordinamento amministrativo del dipartimento del Crati e, a livello più strettamente locale, del cantone di Lauria[3]. Nel 1806, per volontà di Giuseppe Bonaparte, si cominciò a costruire la strada consolare detta delle Calabrie: questa, che attraversava Bosco, portò benessere economico ed incremento demografico. In questi periodo numerosi erano gli opifici quali ferriere, ramiere e mulini. Inoltre, Bosco divenne luogo di ristoro per i carrettieri che vi transitavano. A partire dal 1824, vi furono numerose petizioni e esposti, inoltrati alle autorità competenti e al ministro e segretario di stato degli affari interni, che rivendicavano l’autonomia e la costituzione di un comune autonomo e indipendente da Rivello, ma tutte ebbero risposta negativa, in parte dovuto al fatto che gli abitanti di Bosco e di Rivello costituivano un’unica e sola parrocchia. Al paese venne imposto il cambio del nome, da Bosco a Nemoli, con apposito decreto borbonico, appena dopo l’avvenuta distruzione dell’omonimo paese, Bosco del Cilento, incendiato e distrutto per essere insorto contro i Borbone di Napoli nel 1828. Già in precedenza, approfittando di una visita del re di Napoli, Ferdinando II di Borbone, del 10 aprile 1833, una delegazione di boschesi aveva manifestato, sulle rive del lago Sirino, il suo desiderio di autonomia da Rivello. Il 6 giugno 1833 la richiesta di indipendenza fu espressa formalmente a Napoli, chiedendo anche di cambiare il nome del casale per non confonderlo con l’ormai distrutto Bosco del Cilento; tra le possibili alternative per il nome vi era anche quella di Nemoli (dal latino Nemus Olim, ossia una volta Bosco). Col decreto dell’8 dicembre 1833 Ferdinando II di Borbone concesse a Bosco il diritto di costituirsi autonomamente come comune e rendersi finalmente indipendente da Rivello, col nome di Nemoli, a partire dal 1º gennaio 1834[4]. Solo un secolo più tardi, dopo che la commissione degli affari ecclesiastici aveva sottoposto al re il bisogno di avere una parrocchia separata e a seguito delle disposizioni vescovili per eliminare le tensioni tra i due abitati, gli abitanti di Nemoli ottennero finalmente, l’11 ottobre 1938, una propria parrocchia con l’erezione della Chiesa di santa Maria delle Grazie.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa di Santa Maria delle Grazie – è del 1600, conserva un’edicola lignea sovrastante l’altare maggiore la quale conserva una statua della Madonna policroma risalente al Trecento in stile bizantino, l’acquasantiera di F. De Sicignano del 1512, una campanella del 1373 e lo stupendo rosone delle vetrate artistiche fiorentine.

Chiesa del lago Sirino – in questa chiesa si possono ammirare un rosone e altre effigi di scuola napoletana, un Cristo dei maestri artigiani di Ortisei e il gruppo ligneo della Santa Famiglia.

Chiesa di Santa Maria

Palazzo Filizzola

Tradizioni e folclore

Sagra della Polenta

La Sagra della Polenta è una tradizione antichissima che si svolge il giorno di Carnevale, e che prende vita dalle offerte spontanee della popolazione che concorre alla sua organizzazione. Ogni anno occorrono circa 5 quintali di polenta, condita secondo una ricetta antica di secoli e con un sugo fatto con salsiccia, pancetta e pepe rosso macinato. La polenta viene offerta a tutti coloro che arrivano nel paese. Il tutto è accompagnato da vino paesano offerto dai produttori nemolesi.

(Fonte Wikipedia)