La trentanovesima meraviglia

Cancellara (Cangeddàre in dialetto cancellarese) è un comune italiano di 1.282 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica

Sorge a 680 m s.l.m. nella parte settentrionale della provincia. Confina con i comuni di: Oppido Lucano (10 km), Vaglio Basilicata (11 km), Acerenza (12 km), Pietragalla e Tolve (13 km). Dista 23 km da Potenza e 77 km dall’altra provincia lucana di Matera.

La storia

L’origine del paese si data intorno al X-VII secolo a.C., mentre al periodo di influenza federiciana risale l’imponente castello medioevale, una delle più spettacolari attrazioni artistiche e culturali del paese.

L’ulteriore espansione culturale e spirituale del paese si deve ai Frati minori del Convento dell’Annunziata (XVIII sec.), cui si accompagna anche lo sviluppo urbanistico con la costruzione dei numerosi palazzi signorili.

Cancellara tra il 1647 e il 1648 partecipa ai moti popolari contro il fiscalismo spagnolo, mentre nel 1694 subisce un grave terremoto che ne danneggia seriamente il castello.

Il 1799 segna un altro momento storico importante per l’adesione del paese agli ideali della Repubblica Partenopea, mentre nell’Ottocento la città è sede di attività collegate alla carboneria pre-risorgimentale. Diversi terremoti mettono a dura prova Cancellara, fino a quello del 1980 che devasta la cinquecentesca chiesa madre.

Il patrimonio culturale

Il rione più antico di Cancellara in dialetto locale si chiama “U Lammard”, il Lombardo, e rimanda alla probabile origine longobarda del paese.

Posto nella zona nord il quartiere medioevale è caratterizzato da moltissime e graziose case costruite in pietra. A dominare il paesaggio del borgo antico è però l’imponente castello baronale, che conserva ancora la caratteristica struttura feudale a fuso.

Costruito dalla famiglia Acquaviva d’Aragona intorno al Trecento, l’impianto si sviluppa su tre livelli intorno a un cortile interno quadrato. In esso sono stati ospitati, in un passato glorioso, i vari principi feudali: dai Caracciolo a i Carafa, fino ai Pappacoda.

Proprio vicino al maniero si può ammirare la chiesa matrice di Santa Maria del Carmine, mentre alle sue spalle, nella più parte bassa del borgo antico, si trova la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, la più antica del paese, poi dedicata a Sant’Antonio.

Il visitatore non resta indifferente davanti ai portali in pietra lavorata, mascheroni e logge di gusto classico che contraddistinguono le architetture molte delle quali sono raggiungibili attraverso stradine tortuose dal fascino senza tempo.