La trentatreesima meraviglia

San Chirico Raparo è un comune italiano di 1.120 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Si trova a 123 km dal capoluogo.

Storia

Sulla sua origine sono state formulate due ipotesi: una è quella che fa ricondurre la nascita di San Chirico Raparo all’antica città di Polisandra (in greco Πολυξάνδρα), in località Noceto. La seconda fa risalire la nascita del centro alla fondazione dell’abbazia basiliana di Sant’Angelo sulle pendici del monte Raparo. Ciò è dimostrato anche dal nome del paese, il quale sembra sia derivato da San Quirico di Iconio (in greco bizantino Άγιος Κύρικος Ικονίου), molto venerato dai monaci orientali e martirizzato ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano.

Fu un’antica curia del re Ruggero, e in seguito, feudo dei Balvano, dei Chiaromonte e dei Sanseverino. Alla metà del Settecento San Chirico era uno sviluppato centro per le manifatture tessili, infatti nel paese esisteva un laboratorio per la tessitura del cotone e della ginestra.

Nell’Ottocento San Chirico fu sede di mandamento nella circoscrizione di Lagonegro e appartenente alla diocesi di Anglona e Tursi. Nel 1848 fu sede di un circolo costituzionale in cui si raccolsero le forze carbonare, e di un comitato insurrezionale che sancì un decennio di fermenti.

Monumenti e luoghi d’interesse

Interessante nel paese è palazzo Barletta in cui sono conservati arazzi e mobili d’epoca. Suggestiva è la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo edificata sui resti di una precedente chiesa. All’interno sono conservati un crocifisso del Trecento proveniente dal monastero di Sant’Angelo, un polittico di Simone da Firenze, un calice in argento di stile barocco, una fonte battesimale del Cinquecento ed una statua lignea raffigurante il Beato Stefano Seno; vi erano anche custodite due tele raffiguranti i santi Pietro e Paolo, oggi conservati nel museo di Reggio Calabria. In periferia sono situati gli ultimi ruderi dell’abbazia di Sant’Angelo in cui sono visibili le celle dei monaci scavate nella roccia. Inoltre nelle vicinanze, in una grotta, si possono ammirare alcune stalagmiti ed un affresco rupestre che raffigura San Michele. Caratteristica, nel territorio, è la sorgente del torrente Trigella il cui corso d’acqua scompare in autunno e riappare in primavera, fenomeno dovuto alla natura carsica del terreno. Alle pendici del monte Raparo sgorgano due sorgenti di acque sulfuree: la Santa Quaranta e la Cortignano, efficaci per la cura delle malattie della pelle e dei reumatismi. San Chirico è circondato da verdeggianti boschi come quello della Sella del Titolo, luogo ideale per passeggiate ed escursioni; la flora locale annovera una superficie boscosa di alto fusto e ceduo composta da piante di faggio, castagno, farnia e cerro.                                                                                        Museo privato Sartoria Giovanni Missanelli in via Roma, dove è possibile ammirare pregevoli manifatture sartoriali del periodo 1700-1970, nonché attrezzature d’epoca e una raccolta di ferri da stiro dal 1400 al 1970. Nel museo sono esposte numerose fotografie del paese che ne testimoniano l’evoluzione nel tempo, unitamente alle immagini più significative di “vita vissuta” dai suoi abitanti nel corso del XX secolo.