La ventiseiesima meraviglia

Rapone è un comune italiano di 997 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Geografia fisica

Il paese sorge in collina, a 838 m s.l.m. lungo la valle del fiume Ofanto. Il territorio del comune ha un’estensione di 29 km2. Il centro cittadino dista circa 61 km da Potenza.

Storia

Di antichissima origine, presenta indizi di insediamenti sin dal paleolitico. Probabilmente fondato dagli abitanti di “Rapone vecchio” situato sopra la Serra delle Pietre sulla destra dell’Ofanto, da lì trasferitisi a causa delle conseguenze della guerra greco-gotica che nell’area settentrionale della Basilicata e nell’Ofanto interno durò fino all’anno 555. Lo storico Racioppi ritiene il toponimo bizantino; tuttavia c’è chi lo considera nel senso preciso di abitato nuovo sorto dalla fatica e dalla sfortuna, dal greco “RA-PONO”.

Il nuovo abitato fu da allora indicato nelle antiche carte normanno-angioine. Sotto i Normanni, Guglielmo I e Guglielmo II, e fino al 1169, Rapone appartenne, come suffeudo non ancora assegnato, alla contea di Conza, mentre nel periodo svevo è annoverato con il del casale di San Tommaso di Ruvo, di Bella e di Pierno, tra quelli incaricati da Federico II di provvedere, alla riparazione del castello di San Fele, dopo la morte a Foggia della terza moglie dell’imperatore, Isabella d’Inghilterra nel 1241. Il feudo di Rapone come quasi tutti i feudi e le terre del bacino interno dell’Ofanto, fu coinvolto anche nei fatti della insurrezione ghibellina del 1268 contro gli Angioini in favore degli Svevi. Infatti in conseguenza di questi eventi Carlo I d’Angiò, lo assegnò nel 1271 al nuovo signore nella persona del francese Herveo de Chevreuse insieme con Rapolla, Cisterna e Pitrapalomba. Il feudo di Rapone passò alla signora Altruda di Dragone, la quale era andata sposa a Giovanni Gaulart con un matrimonio celebrato a Foggia alla presenza del cognato Guglielmo Gaulart di Piès e dello stesso sovrano di Napoli.

Col tipico sistema feudale dei secoli scorsi, Rapone passò in mano a varie famiglie: i Pipino, i Sanseverino, i Ruffo i d’Alemagna ed alla famiglia Sinerchia (Senerchia) che lo detenne, insieme a Castelgrande ed al feudo di Sant’Andrea, sino alla confisca avvenuta a seguito della partecipazione alla Congiura dei baroni ordita nel castello di Miglionico nel 1485. In seguito passò ai Carafa, i quali lo vendettero ai D’Anna che lo governarono sino all’abolizione della feudalità avvenuta nel 1806.

Il patrimonio culturale

La vita nel piccolo comune di Rapone scorre serena e lenta in Piazza XX Settembre, che dà al visitatore la sensazione di sporsi da un terrazzino panoramico sul territorio circostante, nel cuore del Vulture Melfese.

Nella principale piazza del paesino dal 1690 è issata una Croce che propone una intensa immagine raffigurante da un lato un Cristo Crocifisso e dall’altro una Madonna. Il centro storico è ricco di palazzi gentilizi realizzati tra Seicento e Ottocento, come Palazzo Nicolais con un particolare arcone in cui è  inserita un’antica porta d’ingresso e molto particolare è anche il secondo portale.

Da ammirare è poi la Casa Patrissi con un portale decorato da arco a tutto sesto sormontato da un medaglione.

Vagando per il centro storico si è sorpresi dalla infinità di mascheroni a decoro delle case anche più modeste e che rendono particolarmente caratteristica la struttura architettonica dell’intero paese.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa Matrice di San Nicola Vescovo

Chiesa di San Vito Martire

Cappella del Calvario

Chiesa di Santa Maria ad Nives

Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa rurale di San Michele

Automobilismo

Dal 1995 il territorio di Rapone, zona montagna, ospita e condivide con San Fele la Prova Speciale più importante, perché più lunga e selettiva, del Rally Puglia & Lucania che ad ottobre 2013 vedrà la 25ª Edizione. Questa gara costituisce il più importante appuntamento sportivo della Basilicata avendo validità per i Campionati Italiani “Trofeo Rally Terra” e “Cross Country Rally” ed il Campionato F.I.A. Central European Zone di quest’ultima specialità, riconducibile al modello DAKAR.

(Fonte Wikipedia)