La ventottesimameraviglia

Aliano è un comune italiano di 971 abitanti della provincia di Matera in Basilicata.

È noto per essere stato il luogo in cui trascorse parte del suo periodo di confino lo scrittore Carlo Levi che ivi si fece seppellire.

Aliano è inoltre affiliato all’Associazione Nazionale Città dell’Olio ed il suo territorio circostante è caratterizzato dal tipico paesaggio dei calanchi.

Geografia fisica

Arrampicato su un colle argilloso a 555 m s.l.m., domina la Val d’Agri e il torrente Sauro nella parte centro-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Nel suo territorio sono presenti numerosi calanchi.

Confina a nord con i comuni di Stigliano (14 km) e Gorgoglione (20 km), ad est con Sant’Arcangelo (PZ) (17 km), a sud con Roccanova (PZ) (21 km) e ad ovest con Missanello (PZ) (14 km). Fa parte della Comunità Montana Collina Materana. Dista 94 km da Matera e 83 km da Potenza.

Storia

Il nome del borgo deriva dal latino Praedium Allianum, cioè podere di Allius, gentilizio romano. Data la vicinanza ai fiumi Agri e Sinni, sin dall’antichità fu centro importante di scambi tra la civiltà greca, etrusca ed enotria, come testimoniato dalla scoperta di una necropoli risalente ad un periodo compreso tra il VII ed il VI secolo a.C., contenente più di mille tombe e numerosi reperti. Tali reperti sono ora custoditi nel Museo della Siritide di Policoro. Alcune fonti parlano di un borgo di pastori esistente e già sviluppato ai tempi di Pirro, nel 280 a.C. Tuttavia i primi testi in cui viene ufficialmente citato Aliano sono datati al 1060, anno in cui risale una bolla papale che attribuiva al vescovo di Tricarico l’amministrazione del borgo. Nell’VIII secolo le diverse grotte scavate nelle rocce sedimentarie di origine alluvionale ubicate nella zona di fosso San Lorenzo, già abitate in età preistorica, ospitarono numerosi monaci basiliani sfuggiti alle persecuzioni iconoclaste in Oriente. In epoca medioevale Aliano fu feudo di diverse famiglie, tra cui i Sanseverino, i Carafa ed i Colonna.

Carlo Levi

Nella storia recente di questo piccolo centro non si può non ricordare lo scrittore Carlo Levi che qui ambientò il libro Cristo si è fermato a Eboli (1945). Levi durante il regime fascista, negli anni 1935-36 fu condannato al confino in Lucania a causa della sua attività antifascista e trascorse un lungo periodo in Basilicata, prima a Grassano e successivamente ad Aliano (che nel libro viene chiamata Gagliano, imitando la pronuncia locale), dove ebbe modo di conoscere la realtà di quelle terre e della sua gente.

Lo scrittore nelle sue ultime volontà espresse quella di essere seppellito ad Aliano “tra i suoi contadini”. Nel paese sono ancora intatti tutti i luoghi descritti nel romanzo e nei vicoli sono impresse alcune frasi simbolo del libro. Levi ebbe qui l’occasione di scoprire un’altra Italia che era, appunto, quella contadina del Mezzogiorno.

Numerose sono le iniziative legate al Parco letterario Carlo Levi, in particolare i viaggi sentimentali nei luoghi legati al confino dello scrittore, e giornate di degustazione di prodotti tipici. Di grande rilievo il festival della paesologia, diretto da Franco Arminio. Ad Aliano si svolge inoltre il Premio letterario nazionale Carlo Levi.

Con ricorrenza annuale si svolge all’interno del centro storico di Aliano e lungo i suoi suggestivi percorsi espositivi, il Festival delle Radici “LE CASE CON GLI OCCHI” promosso dall’Amministrazione comunale e dalla Proloco su iniziativa dell’Associazione ” Borghi Autentici d’Italia”. Direzione artistica Lodovico Alessandri’

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesa di San Luigi Gonzaga costruita nel XVI secolo, al cui interno si trovano tele di origine bizantine, risalenti al periodo 1500 – 1700, di grande valore, raffiguranti la Madonna con Bambino. Vi è conservata anche una croce in argento del 1523 del pittore Giovanni Perticara.

Il santuario della Madonna della Stella, piccola chiesa poco distante dal paese, in posizione panoramica.

Il Museo della Civiltà Contadina, collocato in un vecchio frantoio, nel quale sono conservati antichi affreschi e manufatti tipici della tradizione contadina.

Il Museo storico Carlo Levi, in cui sono conservati documenti fotografici e pittorici dell’artista relativi al periodo di confino, che insieme alla casa dove visse Carlo Levi durante quel periodo, recentemente restaurata, ripercorrono tutte le vicende legate alla permanenza dell’artista e scrittore torinese.