La quarta meraviglia

Oliveto Lucano è un comune italiano di 479 abitanti della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica

È situato su una piccola altura circondata da piantagioni di olivo e si trova all’interno del Parco naturale di Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane. Il piccolo centro sorge alle falde del monte Croccia, dove si trova un’importante area archeologica, in un territorio ricco di boschi. Si trova a 546 m s.l.m. nella parte nord-occidentale della provincia e confina a nord con il comune di Calciano (13 km), ad est con Garaguso (7 km), a sud con San Mauro Forte (15 km) e ad ovest con Accettura (12 km). Dista 66 km da Matera e 49 km dal capoluogo di regione Potenza. Fa parte della Comunità Montana Medio Basento.

La Storie

Sulla base di constatazioni storico-ambientali abbiamo ipotizzato un modello di utilizzazione del territorio che prende corpo intorno all’antico centro lucano di Croccia-Cognato.

A partire dal VII secolo a.C. inizia quello che gli storici individuano come fase di integrazione tra la colonizzazione magno-greca della costa e le popolazioni lucane dei rilievi interni. Come è noto, i greci colonizzarono le coste joniche fondando città come Metaponto, Siris, Heraclea.

Da queste, attraverso le naturali vie di penetrazione quali i fiumi lucani (Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni), raggiunsero i territori interni diffondendo la civiltà ellenica e commercializzando i prodotti della città magnogreche.

Nel nostro caso specifico, gli Achei, partiti da Metaponto, risalendo il Cavone e il Salandrella raggiunsero il sito di Garaguso, successivamente attraverso il torrente Pisciolo arrivarono nell’attuale territorio di Oliveto Lucano da cui era facile raggiungere, servendosi di un tratturo di crinale, Croccia-Cognato.

Se è vera l’ipotesi dell’esistenza di questo asse di comunicazione che da Croccia-Cognato portava a valle passando attraverso l’attuale abitato di Oliveto Lucano, è chiaro che questo sito per la sua posizione doveva avere un ruolo naturale di avamposto. Infatti, analizzando la posizione geografica ed orografica di Oliveto Lucano, si evidenziano due fattori principali: 1) la posizione orografica dello sperone si prestava benissimo ad un avamposto di osservazione che dominava la valle sottostante ed era nello stesso tempo difficilmente accessibile da questa; 2) da questo promontorio si poteva comunicare facilmente attraverso dei segnali, con la retrostante città di Croccia-Cognato.

È chiaro che come avamposto doveva essere molto più utile quando, nel IV secolo a.C., Croccia-Cognato alleata in confederazione con le altre città lucane dell’interno (Satrianum, Torretta di Pietragalla, civita di Tricarico, Anzi, etc.) si scatenò contro le colonie greche della costa.

Da ciò è possibile che si sia avuta un’organizzazione interna creando sia forti difese per i propri insediamenti (si vedono le mura di Croccia-Cognato) che santuari e avamposti di avvistamento in diversi punti del proprio territorio.

Quindi è probabile che nel punto più alto dell’attuale Oliveto Lucano, dove oggi è situata la Cattedrale, ci fosse una torre di avvistamento che divenne polo di attrazione quando la città di Croccia-Cognato, assoggettata dai Romani, perse d’importanza. In questo periodo potrebbe essere stato un casale più o meno fortificato, capace di mantenere una struttura di potere o comunque di aggregazione di una vasta area di territorio.

Monumenti e luoghi d’interesse

La Chiesa Madre, intitolata a Maria Santissima delle Grazie: sorge alla sommità del paese, in stile romanico a tre navate, conserva all’interno tre altari in lamine di bronzo ed una tela con l’immagine dell’Immacolata.

I portoni di Bacco, caratteristici portoni in legno delle cantine situati lungo la via delle Grotte e realizzati a moduli geometrici, costruiti da artigiani locali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

I ruderi dell’area archeologica di Monte Croccia: situati nei dintorni, sono i resti di un’antica città lucana sorta tra il VI ed il IV secolo a.C., dei quali sono visibili alcuni tratti di mura ad archi.

 

Eventi

Ad Oliveto Lucano, come in altri centri dell’interno della Basilicata, si svolge la festa del Maggio[3], antico rito arboreo di origini pagane inserito nella festa religiosa di San Cipriano, protettore di Oliveto. Il Maggio è il fusto di un albero di cerro, che viene abbattuto la prima domenica di agosto, sfrondato e trainato in paese il 10 agosto, giorno dell’inizio della festa patronale, al suono di zampogne ed organetti. In quello stesso giorno, sempre nei boschi circostanti Oliveto Lucano, viene abbattuta una cima di agrifoglio, e viene trasportata a spalle in paese tra canti e balli. Il Maggio (lo sposo) e la Cima (la sposa) entrano in paese all’imbrunire, ed il 12 agosto, giorno della processione di San Cipriano, la Cima viene innestata sul Maggio ed insieme vengono eretti nella piazza del paese.

 

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