L’ottava meraviglia

Teana è un comune italiano di 613 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, situato all’interno del Parco nazionale del Pollino, che fa parte della Comunità montana Alto Sinni. Le sue origini si rifanno all’antica Magna Grecia, secondo la leggenda il suo nome deriva dalla moglie di Pitagora, tal Tegana, che vi trascorreva le estati. La presenza di ruderi di una rocca testimoniano una certa importanza del luogo in epoca longobarda.

Storia

Il suo nome ha subito varie trasformazioni: Tugana, Tuganae, La Tegana, Teana. Ancora oggi viene chiamata dagli abitanti La Tegana, in forma dialettale. Il toponimo Teana (in greco Theanò, Θεανώ) deriverebbe dal nome della moglie di Pitagora, la leggenda vuole infatti che il paese sia stato fondato da appartenenti alla scuola pitagorica.

Paese agricolo, in passato era noto per la coltura della bacca da seta Tra i monumenti principali ricordiamo i ruderi del Castello longobardo, la Chiesa della Madonna del Carmine, la Cappella di San Cristofaro e la Cappella di Santa Maria delle Grazie. Si ricorda la fonte della località Vallone da cui Teana si rifornisce di acqua potabile.

Festività

Festività principali l’8 e il 9 agosto, festa di S. Antonio e della Madonna delle Grazie, con processione e tipico ballo delle “gregne”. Si festeggia inoltre il Santo Patrono S.Biagio a febbraio e maggio.

Turismo

Il paese si presenta su una collina panoramica a 800 m di altezza circondata da un paesaggio naturale ed incontaminato. L’aria salubre e fresca è molto apprezzata soprattutto nel periodo estivo. L’ ospitalità della sua gente, i cibi genuini (pasta di casa, formaggi, salami, salsicce e ricette contadine tutte da scoprire) insieme all’aria buona sono gli ingredienti per una vacanza sana e rilassante. La sua posizione geografica consente di effettuare escursioni al Parco nazionale del Pollino, ai Sassi di Matera, alle terme La Calda di Latronico, al mare di Maratea.

Carnevale

Improvvisazione, istinto, curiosità caratterizzano “L’Urs e U’ Carnuluvar”, il carnevale di Teana, uno dei più noti e seguiti in terra lucana.

Protagonisti principali sono L’Orso e il Carnevale e proprio nei confronti di quest’ultimo, l’ultimo sabato, è ambientato il “processo”, parodia della “Passione di Gesù”.

Un folto corteo di maschere, fin dalle prime ore del mattino, sfila nel bosco vicino al paese, dove si incontrano i personaggi più caratteristici: la “sposa” e lo “sposo” vestiti di tutto punto, quattro carabinieri rigorosamente in divisa, un prete, un giudice e due medici.

Nessuno parla per non essere riconosciuto, l’unico a pronunciare una parola, e sempre la stessa, “salsiccia”, è “u’ Pezzente”, mendicante che cammina sostenuto da un bastone e raccimola denari e cibo in una sacca di juta.

Tutta vestita di nero c’è poi “Quaremma”, pazzamente innamorata di Carnevale, suo marito, un povero contadino ormai perso nei fumi dell’alcol, trascinato barcollante da due carabinieri. Tra le maschere si distingue anche l’Orso, figura selvaggia dall’andatura minacciosa.

Questo strano ma vivace corteo si spinge fin nel centro storico tra balli e canti in dialetto, finché non si assiste alla fucilazione del “Carnuluvar”.

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